Valtur, crisi senza soluzione?

Appare sempre più grave la crisi che quasi a ciel sereno ha colpito lo storico brand turistico italiano Valtur. Sembra oramai molto probabile infatti, come anche riportato negli ultimi giorni da diversi organi di informazione, che il fondo Investindustrial, proprietario della società dei villaggi vacanze, non avrebbe in programma alcun piano di ristrutturazione, ma solo un concordato preventivo per la liquidazione. “Purtroppo Valtur va verso la liquidazione perchénon c’è alcun progetto da parte della proprietà: la volontà di Bonomi è di retrocedere dall’investimento”, ha spiegato alla stampa Luca De Zolt di Filcams Cgil nazionale, al termine dal primo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. A confermare questa visione della situazione anche il fatto che alla presidenza del tour operator sia stato appena nominato Andrea Foschi, commercialista di Parma e in precedenza advisor del concordato preventivo di Parmacotto Spa. “Proprio Foschi – ha aggiunto De Zolt – ci ha comunicato le intenzioni di liquidazione e di cessione dei villaggi. Non ci sono prospettive di riaprire le strutture per la stagione né di rilanciare il tour operator”. Dopo questo meeting infatti prosegue l’iter richiesto dalla proprietà di Valtur per un concordato “in bianco”, per il quale è attesa la risposta del tribunale con la nomina di un commissario. Secondo la legge, la procedura ha una durata di 120 giorni. Si tratta di un iter pre-fallimentare con il quale si “congela” la situazione in essere per dare la possibilità di risolvere i rapporti debitori. “Al momento – ha concluso De Zolt – infatti non c’è un investitore pronto a comprare tutto il perimetro aziendale e l’intenzione è quella di liquidare pezzo per pezzo e chiudere, tanto che l’azienda ha anche annunciato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo”. Secondo Investindustrial infine, che lo scorso novembre ha ceduto tre villaggi alla Cassa Depositi e Prestiti per oltre 43 milioni di euro, la strada del concordato prenotativo era l’unica percorribile e non equivale a una chiusura dell’azienda, dovendo sfociare in un piano di ristrutturazione e risanamento che, se approvato, punta a rimettere in piedi il gruppo. Valtur ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 85 milioni e una perdita di 80 milioni, in linea con il risultato del 2016.

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