Turismo e occupazione, dati positivi

Entro il 2023 il turismo avrà bisogno di 250mila nuovi addetti, secondo una indagine condotta condotta dal Centro Studi Turistici per l’ente bilaterale EBNTUR. L’intensità occupazionale del settore è in crescita e attualmente il turismo dà lavoro, direttamente e indirettamente, al 14,7% della forza lavoro italiana, e l’incidenza salirà al 16,5% già nel 2028. A prevedere di assumere sono allora gli stabilimenti balneari, il 38,9% dei quali segnala la volontà di prendere uno o più dipendenti. Al secondo posto ci sono gli hotel (30,3%), seguiti dalle altre strutture ricettive (28,6%) e dalla ristorazione (28,4%). Il reclutamento avviene soprattutto attraverso contatti diretti o passaparola: insomma, il classico cartello “cercasi addetto” è il canale battuto nel 51% dei casi. Al secondo posto, ma a grande distanza, gli annunci di lavoro su stampa di settore e non (9%), poi i centri per l’Impiego (8,7%), tallonati dai canali social (8,4%). «Il turismo si conferma un settore dinamico – ha spiegato Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti – anche dal punto di vista dell’occupazione. Ma continua a avere un problema di formazione del personale, con un evidente scollamento tra la preparazione fornita dai normali percorsi scolastici e quella realmente richiesta dal mercato del lavoro. Una situazione che rischia di compromettere anche le potenzialità del turismo di crescere e contribuire alla ripartenza del Paese: in un mercato sempre più globalizzato come è ormai quello del turismo, la qualificazione professionale degli addetti è un elemento chiave per competere con successo sul piano internazionale».

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