Svizzera, inverno da sogno

Sono tante le sfaccettature dell’inverno svizzero che sono state svelate a Milano agli operatori del settore pochi giorni dopo l’inizio dell’autunno e che modellano la stagione 2015/2016. C’è chi ama soggiornare nelle località blasonate e chi si rifugia nella quiete dei villaggi da cartolina; c’è chi pratica sport tradizionali e chi sperimenta le nuove tendenze come la fatbiking sulle piste di Gstaad; c’è chi fa il pieno di energia nelle oasi di benessere e chi ne consuma in quantità all’aria aperta. Qualunque sia la destinazione prescelta, la Svizzera è una meta della quale innamorarsi. Così #INNAMORATIdellaSVIZZERA è al tempo stesso un augurio e una premessa: con questo hashtag infatti Svizzera Turismo chiede agli ospiti di condividere sui social le proprie sensazioni legate ai luoghi e alle attività preferite durante tutta la stagione. Il risultato sarà un racconto personale e inconsueto dell’inverno svizzero. Come ha fatto il secondo uomo ad aver messo piede sulla luna, l’astronauta Buzz Aldrin, testimonial d’eccezione, che ha esplorato il Vallese planando sul Breithorn oppure come il campione di fondo Dario Cologna che, nato e cresciuto in Val Müstair, racconta le particolarità della Valle di Sertig, vicino a Davos, dove tuttora si allena. Tantissime le novità per gli appassionati di sport, natura, storia e gastronomia: come ad esempio quella che si scopre a Laax, mecca europea degli sciatori freestyler, dove da dicembre entrerà in funzione una nuova cabinovia a 10 posti progettata da Pininfarina, designer di Ferrari. Il viaggio da Alp Sogn Martin a La Siala sarà ancora più veloce e confortevole. Degne di nota le vetrate panoramiche, i sedili riscaldati e l’utilizzo di energia rinnovabile per la funzionalità della cabinovia grazie all’uso di pannelli solari. Particolare anche il Bever Lodge che apre quest’inverno i battenti a Bever, il caratteristico villaggio dell’Engadina circondato da tracciati per lo sci di fondo. Essenziale ma confortevole, il lodge è un hotel modulare in legno: le camere sono state costruite in loco da un’azienda di Savognin e trasportate successivamente a Bever. I padroni di casa sono una giovane coppia di ex istruttori di sci alpino, fondo e snowboarder che da amanti dello sport e della loro regione, sapranno consigliare adeguatamente i loro ospiti.

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