Stefania Picari: restiamo in Tunisia

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa “lettera aperta” sulla Tunisia, scritta dal Direttore del tour operator Ed è Subito Viaggi, Stefania Picari: lo spunto è dare una risposta alle dichiarazioni rese ieri alla stampa di settore da Andrea Gilardi, direttore tour operating Alpitour.

Veramente sconcertante che, in assenza di atti o comunicazioni ufficiali dei Governi, in primis quello italiano, riguardante eventuali problematiche sulla accoglienza turistica in Tunisia, una persona “autorevole” come il Dott. Andrea Gilardi,  faccia apparire una propria strategia commerciale come necessaria e conseguente a fattori esterni. Egli, infatti, appellandosi al fatto che  “non ci sono nemmeno le condizioni etiche per vendere”, annuncia la sospensione delle operazioni in Tunisia fino al prossimo 8 giugno investendo su destinazioni percepite come sicure. Queste affermazioni, eticamente molto discutibili, avvengono a  poche ore da una importante manifestazione (Domenica 29 a Tunisi) pacifica e democratica, alla presenza anche di autorità del nostro paese; appare veramente sconcertante un comportamento così cinico e disinvolto. In particolare, questa opinabile presa di posizione riguarda il Paese che, a detta di autorevoli esperti di geopolitica mediterranea, dalla rivoluzione del 2011 (Primavera Araba), è stato l’unico paese a sviluppare un profondo processo di democratizzazione. Per queste ragioni che altri Tour Operator, invece, rassicurati dalla realtà che offre la Tunisia  in termini di accoglienza e dalla sensibilità democratica del popolo Tunisino, continueranno ad operare per favorire normali attività turistiche  affidandosi,  per valutare le condizioni di sicurezza, alle comunicazioni delle autorità nazionali ed internazionali. (Stefania Picari)

Cosa aveva detto Gilardi? Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni a “Guida Viaggi”:
“Abbiamo sospeso le operazioni sulla Tunisia fino al prossimo 8 giugno, a chi ha passeggeri prenotati nei villaggi Bravo, Karambola e Francorosso proporremo delle soluzioni alternative… perché non ci sono nemmeno le condizioni etiche per vendere… Vedremo a giugno poi quale sarà la situazione”. 

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