Sicilia orientale, la zona più ricca di meraviglie dell’Isola

Non basterebbe un mese di vacanza per vedere tutte le meraviglie che offre la costa orientale dell’isola. Ecco cosa non dovete proprio perdere

Possiamo considerarla come il lato corto del triangolo della Trinacria, ma forse anche come il più bello e ricco di spunti interessanti – tra natura, arte, storia e, perchè no, divertimento – tra i litorali dell’isola. Proprio qui si possono visitare città splendide e dalle origini antiche e nobili, come Messina, Catania e Siracusa, ma anche magici borghi che il mondo intero invidia alla Sicilia e all’Italia, come Taormina e Noto. Senza dimenticare che su tutta la parte settentrionale della costa vigila la mole enorme e affascinante del vulcano attivo più grande d’Europa, quell’Etna sulle cui pendici si possono andare a scoprire panorami lunari.

MESSINA

Prima tappa per chiunque affacci la prua della propria barca oltre Scilla e Cariddi, Messina affascina fin da quando la si osserva dal mare sdraiata nell’ampia curva del suo golfo naturale. A terra però si capisce subito come la città abbia risentito duramente delle tante sciagure che in duemila anni di storia l’hanno martoriata: su tutte il terremoto del 1783. Quello che secondo gli studiosi avrebbe modificato la linea costiera siciliana, rendendo lo Stretto meno pericoloso rispetto al passato. Una passeggiata nel centro è comunque un itinerario piacevole che porta a scoprire il portale quattrocentesco del Duomo normanno, tempio quasi ricostruito dopo il grande sisma. Interessanti anche la rinascimentale Fontana di Orione e la ristrutturata Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani.

TAORMINA

Già vedendone la posizione spettacolare su un terrazzamento naturale del Monte Tauro, a picco sul mare, e con alle spalle la scenografia unica dell’Etna, si capisce che Taormina è un luogo magico. Non per niente nonostante sia posizionata praticamente a metà strada tra le due grandi città di Messina e Catania, fino dalla sua fondazione nel V secolo a.C. è stata un centro di aggregazione artistica e intellettuale per culture diversissime tra loro come quelle greca, bizantina e normanna. Il suo monumento più famoso è il Teatro Greco: costruito nel 300 a.C. in modo da dare al suo palcoscenico una straordinaria scenografia naturale grazie alla magnifica baia sottostante e alle pendici dell’Etna, venne modificato durante le dominazioni Romana e normanna. Nonostante ciò resta un sito dalla bellezza particolare, come il decorato Palazzo Corvaja, edificio nel quale suo romanzo “I Malavoglia” che per l’essere oggi la capitale della pesca catanese, Aci Castello merita una visita soprattutto per la sua spiaggia. Si tratta di una lunga lingua di pietra lavica e scura, sulla quale in estate vengono poggiate delle piattaforme in legno per ospitare i bagnanti.

CATANIA

Conosciuta come la città dell’elefante a causa della fontana di piazza del Duomo costruita attorno alla statua di pietra lavica di origine Romana, raffigurante proprio un piccolo pachiderma, Catania è la seconda città della Sicilia. Nel suo centro storico si trovano dei monumenti unici che vale la pena di scoprire con calma ma a fondo. Si parte proprio dal Duomo, edificio medievale ma rifatto con forme barocche dopo la distruzione avvenuta nel 1693 per un sisma. A lato del tempio si scopre l’antica piazza del Mercato del Pesce, luogo simbolo dell’anima popolare della città e nel quale si deve fare un giro per ammirarne colori e profumi. Risalendo la grande via Etnea – direttrice principale urbanistica dal mare al vulcano si raggiunge la zona acheologica nella quale si ammirano le rovine dell’Anfiteatro Romano eretto nel II secolo d.C. Si deve imboccare poi la stretta via Crociferi per scoprire il cuore della Catania barocca, tra le chiese di San Benedetto e San Giuliano. E scendendo verso il mare si raggiunge la mole imponente del Castello Ursino, costruito attorno al 1250 per volere di Federico II e sulle cui mura appaiono simboli religiosi cristiani, arabi ed ebraici a testimoniare come sotto il regno illuminato dell’imperatore svevo la Sicilia fu il luogo della pacifica convivenza tra tante razze diverse.

AUGUSTA

Grande porto affacciato sul golfo che si allunga a nord di Siracusa, ha un particolare centro storico formato da un’isola collegata alla terraferma con due ponti, uno dei quali risale alla fondazione della città ed è chiamato Porta Spagnola. Ammirata la possente mole del Castello Svevo si può uscire da Augusta per raggiungere le vicine rovine greche di Megara Hyblaea, cittadina fondata nel 728 a.C. e distrutta più volta dai Romani.

SIRACUSA

Tantissime sono le bellezze che l’antica colonia greca di Acradina offre al turista che vi sbarca. La visita parte dal mare, azzurro e trasparente, sul quale si apre l’isola di Ortigia, lembo di terra dove è stato costruito il cuore della città. Qui si trovano infatti alcuni dei monumenti più splendidi di Siracusa: dal Duomo alla Fonte Aretusa, dal Castello Maniace al Tempio greco di Apollo, da Palazzo Lanza alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia. Ritornati sulla terraferma si scoprono le enormi Catacombe e il Parco Archeologico di Neapolis (info, tel. 0931.464657), una delle zone di scavo più importanti della Sicilia. Si trova qui il Teatro Greco risalente al III secolo a.C.: capolavoro di architettura fu eretto per ospitare 16mila spettatori e vi furono rappresentate per la prima volta alcune opere di Eschilo. Poco distante ecco invece il mitico Orecchio di Dioniso, grotta artificiale che la leggenda vuole fosse stata fatta costruire dal tiranno Dioniso per ascoltare in segreto cosa dicevano i suoi prigionieri.

HYBLA E AKRAI

Sulle colline del primo entroterra di Siracusa si raggiungono le rovine di due antiche città isolane, Hybla e Akrai. Della prima, fondata dai Siculi nel 1270 a.C. sull’altopiano che oggi circonda il borgo di Pantalica, restano le rovine dell’Anaktoron (Palazzo del Principe) e soprattutto una sterminata Necropoli formata da oltre 5mila tombe scavate nella roccia. Akrai fu fondata poi sul territorio della odierna Palazzolo Acreide: oggi si ammirano le rovine del Teatro e di due templi.

AVOLA

Posizionata quasi al centro del Golfo di Noto, la piccola cittadina dell’entroterra siracusano è famosa per il vino Nero d’Avola e per il fatto di essere stato ricostruita dopo il terremoto del 1693 su una rete urbanistica esagonale all’interno della quale si ammirano begli edifici settecenteschi come il Palazzo Ducale.

NOTO

Una città unica in tutta la Sicilia, vero e proprio simbolo dello stile architettonico del Barocco Siciliano, venne ricostruita all’indomani del terribile terremoto del 1693 secondo i progetti del Duca di Camastra. Questi, architetto innovatore, volle erigere una città dal sistema nuovo, divisa in due aree separate – quella amministrativa e religiosa da una parte e quella residenziale dall’altra – usando le linee dello stile barocco e il colori dell’oro e del rosa della pietra locale. Il risultato è magnifico ancora oggi davanti agli occhi di chi ammira la cupola e la facciate del Duomo, così come i decori degli splendidi palazzi Ducezio e Nicolaci Villadorata.

MARZAMEMI

Ultimo porto della costa orientale, ha una bellissima spiaggia fronteggiata dalla casa-isolotto sulla quale visse lo scrittore Vitaliano Brancati e merita una visita anche per scoprire il fascino dalla sua famosa, ma oramai chiusa, Tonnara.

RISERVA FIUME CIANE E SALINE DI SIRACUSA

Istituita nel 1984 e ampia oltre 300 ettari, è caratterizzata da un ambiente fluviale nel quale si scoprono piante di papiro e giaggioli acquatici molto rari, oltre a esemplari di fauna non comuni, come i cavalieri d’Italia e le gallinelle d’acqua. Alla foce del Ciane si raggiungono le antiche, saline ormai abbandonate, mentre la parte costiera dell’area protetta comprende un’ampia fetta della Penisola della Maddalena, ricca di spiagge incantevoli come quelle di Punta della Mola, del Gigante, Taverna e Tavola. Panoramica la vista sulla costa ionica che si ammira dalla sommità di Capo Murro di Porco, posto all’estremità sud dell’area. Il fiume Ciane stesso infine si può risalire in barca, partendo dalla periferia di Siracusa (tel. 0931.69076): dal battello si scoprono i resti dell’Olympeion, tempio risalente al 500 a.C.

SULL’ISOLA DI CAPO PASSERO

Nel territorio di questo piccolo e incantevole atollo posizionato proprio davanti all’omonimo promontorio che geograficamente chiude il litorale orientale dell’isola, da tempo la Regione ha stabilito di istituire una Riserva Naturale che per vari motivi, politici e burocratici, non è stata non è stata ancora autorizzata (almeno al momento di andare in stampa con questa Guida). Resta il fatto che vi si possono però ammirare la bellezza del mare e delle falesie che caratterizzano la piccola isola, oltre alle anguste ma sorprendenti Grotte del Polipo, raggiungibili solo via mare.

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