Repubblica Ceca, un ritorno “al futuro”

Ha da pochi giorni ripreso le redini della sede italiana di Czech Tourism, l’ente pubblico finanziato dallo Stato per la promozione della Repubblica Ceca come destinazione turistica, e già Lubos Rosenberg si (ri)presenta alla stampa del trade anche per annunciare gli interessanti dati relativi all’incoming nel 2014. Continua infatti il trend positivo degli ultimi anni, particolarmente apprezzabile in tempi di crisi economica generale, con risultati record per quanto riguarda l’affluenza verso la Repubblica Ceca dall’Europa continentale ma anche da Sud Corea e Cina. Ben 8.126.369 gli arrivi lo scorso anno (per un totale di 22.200.880 notti e una permanenza media di 3,7 giorni), pari a un +3,5% rispetto al 2013. Per quanto riguarda il turismo italiano in Repubblica Ceca, l’aumento è del 4%, grazie a 371.487 arrivi (pari al 4,6% degli arrivi complessivi registrati nel Paese) per un totale di 1.003.057 notti e una permanenza media sempre di 3,7 giorni. La destinazione mantiene dunque il suo appeal sul mercato italiano: nel 2014 l’Italia si è piazzata al settimo posto mondiale nella classifica incoming della Repubblica Ceca, preceduta da Germania (Paese economicamente forte nonostante la crisi), Russia (ancora di salvezza di questa epoca per quanto riguarda turismo e investimenti), Slovacchia (“vicina di casa“), Polonia, Usa e Gran Bretagna. “Sono questi risultati che ci soddisfano – racconta lo stesso direttore Lubos Rosemberg – ma che possono essere certamente migliorati ancora. Come? Tornando ad esempio a puntare con forte determinazione sulle nostre priorità di sempre: destagionalizzazione e differenziazione della destinazione Repubblica Ceca”.

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