Puebla, il fascino nascosto del Messico
Grazie alla partecipazione a un viaggio in Messico che è stato realizzato dalla Camera di Commercio del Messico (Camexital) con la collaborazione del consolato Generale del Messico a Milano, l’Ambasciata del Messico a Roma, Meca International dmc, e del Ministero del Turismo di Puebla, TREND è andato alla scoperta di alcuni dei luoghi di vacanza più belli del grande Paese messicano. Ve li raccontiamo nelle tre puntate di questo reportage che prende il via dallo stato di Puebla, territorio che si trova nella parte centro-orientale del Paese.
In particolare il tour alla scoperta delle bellezze della regione parte dalla capitale omonima dello stato, Puebla de Los Angeles, città che si trova a sole due ore e mezza dall’aeroporto internazionale di Città del Messico e che è davvero una delle città coloniali più affascinanti del continente americano. Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1987, ospita un centro storico unico che venne fondato nel 1531 in una posizione strategica tra Veracruz e la capitale: per secoli infatti Puebla è stata il cuore culturale ed economico della Nuova Spagna. Lo dimostra la Biblioteca Palafoxiana, aperta nel 1646 e considerata la prima biblioteca pubblica delle Americhe. Il vescovo Juan de Palafox y Mendoza donò la sua collezione di circa 5mila volumi, con l’intento di renderla accessibile a chiunque volesse studiare. Oggi ne custodisce oltre 45mila, tra libri e manoscritti, alcuni anteriori al 1400. Nel 1981 è stata dichiarata Monumento Storico del Messico per il suo splendido interno barocco novohispano: scaffali in legno su tre livelli e un soffitto a volta che tolgono il fiato. È possibile consultare i volumi antichi, basta inviare una richiesta in anticipo all’indirizzo mail palafoxiana@bc.gob.mx. Un altro simbolo dell’eccellenza poblana è la ceramica Talavera, protetta da denominazione di origine (solo 18 botteghe certificate). Tra queste, Uriarte Tal Talavera fondata nel 1824, è la più antica fabbrica ancora in attività e una delle prime del Messico.
Puebla quindi, nata in una valle circondata dai vulcani, fu costruita per fare da “cerniera” tra il porto di Veracruz e la capitale e proprio grazie a questa posizione divenne ricca, colta e raffinata. Il centro storico è un’oasi compatta e semplice da essere girata a piedi: 391 isolati, 61 edifici religiosi e grandi viali ottocenteschi che nascondono fiumi interrati, coperti un tempo per far passare le carrozze. Le facciate barocche, le cupole rivestite di maioliche e i vicoli più suggestivi – tra i quali il Callejón de los Sapos (ricco di antiquariato e locali serali), il Barrio del Artista (con i suoi pittoreschi portici, gallerie e caffè) e la Calle de los Dulces (un’intera via dedicata ai negozi di dolci tradizionali) – creano uno scenario unico. Vie che sono l’anima quotidiana di Puebla, il modo più autentico per capire la città è entrare in uno dei suoi mercati coperti storici, ancora frequentati soprattutto dai residenti. Il più antico è il Mercado de La Victoria, fondato nel 1546. Al tramonto l’illuminazione della città è spettacolare: luci calde si riflettono sulle ceramiche Talavera e trasformano lo Zócalo, la piazza principale e cuore pulsante del centro storico di Puebla, in uno dei salotti urbani più belli delle Americhe.
Abbiamo soggiornato al Banyan Tree Puebla, accogliente struttura di alta gamma situata nel cuore coloniale della città. L’hotel occupa un palazzo ottocentesco restaurato alla perfezione, con 78 camere arredate con artigianato vintage messicano, una piscina sul tetto e una SPA premiata. A soli 10 minuti a piedi dallo Zócalo, l’hotel ha grande attenzione per la sostenibilità (utilizza al 100% energia solare) e invita a un’immersione sensoriale nella cultura poblana, tra giardini rigogliosi e tunnel che collegano rovine antiche. Proprio tra le rovine di un ex convento francescano, il ristorante La Conquistadora propone un percorso gastronomico per piccoli gruppi, con piatti della tradizione poblana accompagnati dall’atmosfera mistica dei canti gregoriani. Anche la proposta culinaria dell’hotel è importante, grazie in particolare a Saffron, il ristorante di punta che fonde cucina asiatica e messicana di alto livello. Qui abbiamo assaggiato la famosa salsa mole (piccante, con quel retrogusto di cacao) preparata esattamente come secoli fa.
Passeggiando di nuovo per la città quindi è impossibile non visitare la Catedral Basílica de Nuestra Señora de la Inmaculada Concepción, che domina lo Zócalo con le torri più alte del Messico (69 metri). Iniziata nel 1575 e completata oltre un secolo dopo, è la seconda cattedrale più antica del paese e custodisce un altare maggiore neoclassico di Manuel Tolsá. Raggiungendo il suo tetto panoramico, si gode di una vista mozzafiato sui vulcani. Il vero gioiello religioso di Puebla, però, è la Cappella del Rosario nella chiesa di Santo Domingo. Per decorarla sono stati impiegati oltre 100 kg di lamina d’oro a 24 carati, stucchi bianchi, onice, marmo e ceramiche talavera. Le sculture, opera di maestri indigeni sotto direzione spagnola, danno vita a un barocco messicano esuberante, molto più ricco di quello europeo. Nonostante sia ricca di questi gioielli antichi, oggi Puebla è una città moderna di 1,7 milioni di abitanti (quasi 3 nell’area metropolitana), quarta metropoli del Messico anche grazie all’industria automotive: qui si trova la prima fabbrica Volkswagen del Nord America, aperta nel 1967. Insomma Puebla è insieme barocca e moderna, artigianale e industriale, tranquilla e piena di energia: il mix perfetto per il viaggiatore curioso.
A soli 15 minuti in auto da Puebla infine si raggiunge San Pedro Cholula, una location turistica davvero unica e che sorprende. Qui infatti si scopre la Grande Piramide tronca di Cholula: è la più grande del mondo per volume, (450 metri per lato) e per secoli è stata ricoperta di vegetazione apparendo solo come una collina. Tanto che gli spagnoli ci costruirono sopra, a partire dal 1594, il bellissimo Santuario di Nuestra Señora de los Remedios, con la sua facciata gialla, le cupole colorate e gli interni ricchi di oro e decorazioni barocche. La piramide oggi può essere esplorata attraverso una vasta rete di tunnel sotterranei che rivelano le sue diverse fasi costruttive oppure è possibile salire fino in cima (a piedi o in auto) per godere di un’esperienza unica: da lassù, con il Popocatépetl spesso fumante sullo sfondo, si ha il panorama più iconico del Messico centrale e si capisce perfettamente il sincretismo tra mondo preispanico e coloniale. (Paola Paciotti)





