Ota Viaggi, un 2025 con numeri in crescita
In un contesto competitivo e strutturale economico complesso per il mare Italia, caratterizzato da un 2025 sfidante e da un mercato sempre più frammentato, Ota Viaggi ha fatto il punto sul suo quinquennio 2021–2025, periodo che ha evidenziato un trend positivo costante tanto che per l’anno 2025 in particolare il fatturato è arrivato a 89 milioni di euro.
“Voglio sottolineare la crescita costante dell’azienda, che oggi si posiziona come punto di riferimento per vacanze accessibili e di qualità. Rispondiamo alle difficoltà con il nostro storico know-how fatto di visione imprenditoriale e presenza diretta nei progetti – ha spiegato Massimo Diana, direttore commerciale di Ota Viaggi -, restando fedeli al nostro posizionamento orientato al medio-lungo periodo, lontano da logiche speculative. Un percorso virtuoso come dimostrano i numeri e in crescita del 2025 e una fidelizzazione della clientela in costante crescita, costruita sia con le agenzie di viaggi, sia con le catene alberghiere. A tal proposito il numero di passeggeri è passato da 110mila a 140mila, dimostrando come OTA abbia una capacità imprenditoriale nel gestire flussi elevati in soli cinque mesi e mezzo.
Tre sono le principali destinazioni di OTA: il core business resta la Sardegna che nel 2025 ha sviluppato quasi 18mila prenotazioni con 72mila passeggeri ed un fatturato di 52,5 milioni di euro. La Sicilia si conferma poi la nostra seconda destinazione con 6.300 prenotazione 26mila passeggeri superando i 10 milioni di fatturato e crescendo in percentuale più della Sardegna. Al terzo posto ecco la Puglia che nel 2025 ha fatto 4.300 prenotazioni con quasi 17mila passeggeri e un fatturato superiore ai 9 milioni di euro. E ancora sul posizionamento di mercato dove OTA Viaggi cerca di focalizzare il suo impegno, tanto che il costo medio a pratica che nel 2021 era di 2.172 euro e nel 2025 è stato di euro 2.637”.
“La flessibilità è stata il nostro successo – ha aggiunto il CEO di OTA Domenico Aprea -, evidenziando come abbiamo intercettato la richiesta di soggiorni più brevi nella villaggistica, introducendo ingressi liberi e riducendo il minimum stay, una decisione quasi obbligata dal contesto, ma che si è rivelata vincente. Questo approccio ha permesso di accogliere efficacemente la nuova domanda del mercato. OTA insomma cerca di essere un punto di riferimento per l’italiano medio. E lo dimostra la crescita dell’advance booking: se nel 2022 abbiamo abbiamo sviluppato 15,6 milioni di euro, nel 2025 abbiamo raggiunto 34,1 milioni. Proprio perchè il prezzo fisso che è la nostra peculiarità è anche un fattore molto importante per una famiglia italiana media che può pianificare la vacanza in anticipo.
“Lavoriamo solo con agenzie in regola, accompagnandole anche verso l’online, l’integrazione XML e soluzioni legate all’intelligenza artificiale – hanno aggiunto il ceo di Ota Viaggi Domenico Aprea e il cfo Mario Aprea -. L’azienda quindi lavora con un perimetro di 7.500 agenzie regolari (da 9.000 nel 2022) e con esse conferma il nuovo contratto commerciale e l’adesione ad ADV Overview. Oggi pure gli hotel sono partner, non asset da spremere. Preserviamo identità e know-how delle proprietà, evitando brandizzazioni forzate”.
