Legend of the Seas, riparte Royal Caribbean
Da Malaga a Civitavecchia: questa è la rotta di debutto dell’ammiraglia Legend of the Seas, della Icon Class, un progetto che permette anche di raccontare il futuro della vacanza in mare secondo la compagnia Royal Caribbean. Legend of the Seas è infatti innanzitutto l’evoluzione di un modello che punta a coniugare innovazione, intrattenimento, tecnologia e destinazioni in un’unica esperienza di viaggio, rivolgendosi allo stesso tempo a famiglie, coppie, giovani e senior. Lo hanno spiegato proprio parlando dal teatro della nave, Jason Liberty, Presidente e CEO di Royal Caribbean Group, e Michael Bayley, Presidente e CEO Royal Caribbean International.
“Creare una nave di queste dimensioni – dice Bayley -, è un processo che richiede tempo, investimenti e il lavoro di centinaia di professionisti. È un percorso articolato grazie a un’organizzazione operativa cheinizia circa un anno prima dell’entrata in servizio e richiede una pianificazione enorme. Dalla selezione dell’equipaggio – con circa l’80-85% del personale proveniente da altre navi della stessa classe – all’arrivo progressivo del comandante, degli ufficiali e dei dirigenti di bordo, ogni fase viene pianificata per fare in modo che la nave sia pienamente operativa fin dal primo giorno. Da quel momento il comandante e tutto il suo team danno letteralmente vita alla nave”.
“Qual è il prossimo passo? Innanzitutto – aggiunge Liberty -, abbiamo una straordinaria “macchina dei sogni” che lavora continuamente su tutti i nostri brand e su tutte le nostre destinazioni. Come gruppo, stiamo inoltre entrando nel settore delle crociere fluviali, con Carnival, abbiamo annunciato la nuova classe Discovery e, naturalmente, stiamo costruendo numerose navi della classe Icon. Sono sempre percorsi lunghi: se guardassimo il disegno originale di Icon of the Seas, confrontando il progetto iniziale con ciò che la nave è diventata, quasi non la riconosceremmo. Questo è il percorso creativo che viviamo, il modo in cui trasformiamo un’idea in realtà. Lo stesso processo lo abbiamo già avviato per la classe Discovery, che costruiremo qui in Europa, in Francia. Ma nulla nasce per caso. Tutto deriva da un intenso dialogo con i nostri ospiti: cerchiamo di capire cosa desiderano e, soprattutto, di immaginare cosa vorranno tra dieci, quindici o vent’anni. Se guardiamo ai prossimi cinque anni, ad esempio, consegneremo nuove navi per diversi dei nostri brand, entreremo nel mercato delle crociere fluviali già dal prossimo anno e realizzeremo molti altri progetti che sono già in fase di sviluppo”.
“Royal Caribbean – riprende Bayley – è, prima di tutto, un marchio dedicato alle famiglie. Ci rivolgiamo a tutti e vogliamo che chiunque si senta invitato a viaggiare con noi. Abbiamo diverse classi di navi e una grande varietà di esperienze nelle destinazioni. Credo che, al di là di tutte le esperienze straordinarie e degli elementi che ci distinguono, siamo anche ben consapevoli di chi, in fondo, prende le decisioni in famiglia. Creare ricordi ed esperienze indimenticabili per i nostri figli e per tutti i membri della famiglia è ciò che ci motiva ogni giorno e rappresenta il cuore del nostro lavoro. Quando riusciamo a farlo, si genera un fortissimo passaparola spontaneo. Il nostro obiettivo è semplicemente far conoscere quanto divertimento, felicità e occasioni di condivisione si possano vivere con noi”.
“In che modo l’intelligenza artificiale – spiega Liberty – è integrata sulle navi? Innanzitutto, una delle caratteristiche di navi straordinarie come questa è che sono dotate di sensori praticamente ovunque. Molti di questi sistemi riguardano gli aspetti tecnici e operativi della nave: l’illuminazione, i motori, la gestione dell’equipaggio, lo smaltimento dei rifiuti e molti altri processi. Oggi insomma, grazie a questi tantissimi dati, l’intelligenza artificiale rappresenta il nostro superpotere. Dobbiamo sfruttarlo per migliorare l’esperienza degli ospiti, ma anche per ridurre il nostro impatto sul pianeta: diminuire gli sprechi alimentari, ottimizzare i consumi, rendere le nostre attività più sostenibili e migliorare l’esperienza lavorativa dei nostri dipendenti. Noi gestiamo vere e proprie città galleggianti. E queste città sono ormai ricche di strumenti informatici che ci permettono di raccogliere informazioni utili”.

