Le 6 tappe da fare assolutamente nella Dalmazia del Sud

È la possente Dubrovnik, l’antica Ragusa dell’epoca delle Repubbliche Marinare. Ma non è la sola meta splendida da visitare

KORCULA

L’antica Corkyra – così era chiamata dai coloni che dalla Magna Grecia giunsero fino qui – è una grande isola che si estende da est a ovest davanti alla penisola di Peljesac. È il luogo in cui, secondo alcuni storiografi, nacque Marco Polo: in realtà l’evento è pochissimo probabile ma è certamente stabilito che il famoso viaggiatore vi abitò, tanto che proprio qui venne catturato dai genovesi alla fine della battaglia di Korcula del 1278. L’isola dà il suo nome anche al paese principale, la cui vista è davvero interessante.

La sua città vecchia è fortificata e si erge su un promontorio, allo sbocco orientale di uno stretto canale che separa l’isola stessa da Peljesac. Imponenti i grandi bastioni, le torri Barbarigo, Balbo e Cappello, ma anche l’Arco di Trionfo fatto erigere in onore del veneziano Leonardo Foscolo che difese la Dalmazia dai turchi nel 1650. Nella piazza San Marco, la chiesa dedicata allo stesso evangelista ospita quadri di Tintoretto e Bassano. Poco distante c’è la “ipotetica” casa natale di Marco Polo: in realtà è in stile gotico e quindi venne costruita almeno duecento anni dopo la nascita del mitico esploratore veneziano.

A PELJESAC

Ston è il borgo più meridionale della penisola, quello che fronteggia il Kolocepski Kanal e le isole Elafiti. Il centro è costruito all’interno della cinta di mura della fortezza Ragusea, edificata a partire dalla metà del 1300, per volere della Repubblica marinara oggi conosciuta come Dubrovnik, a protezione proprio della penisola di Peljesac e della sua salina – attività che era una delle più determinanti per l’economia delle nazioni mediterranee – dalle incursioni dei pirati turchi. Attorno alle sue mura c’è un panoramico percorso di ronda, visitabile a piedi: lunghissimo, si inerpica fino alle pendici del vicino colle Bartolomia per raccordarsi con i bastioni della fortezza gemella di Mali Ston. Fu costruita, questa, circa un chilometro più a nord, oltre l’istmo strettissimo che unisce la penisola alla terraferma ed infatti è già bagnata dal mare del canale della Neretva. È una passeggiata quindi un po’ lunga forse, ma molto interessante e che permette di visitare anche il borgo di Mali Ston con la sua rocca e il porticciolo.

LASTOVO

Carsica, selvaggia e ricca di bellezze naturali uniche – anche sui suoi colorati fondali, tanto che è conosciuta anche col nome di isola delle aragoste -, Lastovo è un’isola da visitare con calma, dedicandoci due o tre giorni di vacanza, soprattutto per poter sostare ogni sera in una baia diversa e per spingersi di giorno verso la miriade di isolette che la circondano, paradiso per gli appassionati di immersioni. A terra si ammirano la Chiesa Parrocchiale di origine trecentesca e il Castello seicentesco, rifatto però in epoca napoleonica.

MLJET

La stretta e lunga isola che ospita nella parte occidentale una grande riserva naturale, è, in quasi tutto il suo territorio, ricoperta da fitte foreste di pini. Il nome deriva da quello greco di Melita, cioè l’isola del miele, e proprio dagli antichi Greci era visitata per commerci già nel IV secolo a.C. Venne successivamente colonizzata anche dai Romani, che vi costruiranno l’imponente insediamento di Polace. Proprio quella di Polace è una profonda e affascinante insenatura lunga più di due miglia e ricca di isolette, separate da stretti canali, che affiancano la costa formando quasi un fiordo.

DUBROVNIK

A ben vedere potrebbe essere ancora oggi ricordata per essere stata la quinta Repubblica Marinara d’Italia, insieme a quelle di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi: tale infatti fu Ragusa, l’antenata veneziana della moderna Dubrovnik. Sconfitta invece il 31 gennaio 1808 dal generale Federico Augusto Marmont per ordine di Napoleone Bonaparte, la bellissima cittadina, centro storico ed economico della Dalmazia del sud, si è trasformata nella croata Dubrovnik, senza dimenticare le vestigia della sua millenaria storia. Dal sobborgo eretto dai paleoslavi ai piedi del Monte Sergio, al di là del canale paludoso che separava l’isola di Lave o Lau, dove sorse il primo nucleo fortificato – abitato dai profughi di Ragusavecchia. Oggi visitare il centro di Dubrovnik, così ricco di storia e monumenti, è un vero e proprio “viaggio” che attraversa le mura, lo stradun, la Cattedrale di San Biagio e i tantissimi altri monumenti racchiusi nella scenografica città murata.

LA PICCOLA LOKRUM

A sud del porto antico e della città murata di Dubrovnik, separata dal canale di Val Cassone, un piccolo braccio di mare ampio appena settecento metri ma trafficatissimo oggi dai ferry di linea per turisti e dalle barche dei diportisti, si trova l’isolotto di Lokrum. Completamente coperta da una pineta, intersecata da numerosi sentieri nel verde che raggiungono le numerose insenature, l’isola è ampia appena 0,8 chilometri quadrati e per tanti secoli è stata territorio appartenente a un monastero benedettino fondato nel 1023. Distrutta dal terremoto del 1667, fu successivamente quasi del tutto ricostruita: restano comunque da vedere diverse vestigia della costruzione romanica originale. Fortificata quindi in epoca napoleonica sia dagli austriaci che dai francesi, divenne sede di un Palazzo Reale a disposizione del re austriaco Massimiliano nel 1859. Oggi inoltre vi si visitano il Giardino Botanico curato dagli specialisti dell’Università di Dubrovnik e il piccolo attiguo Museo delle Scienze che ospita una dettagliata raccolta di documenti relativi alla flora e alla fauna isolane.

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