Le 6 tappe da fare assolutamente in Istria

Non lontani dal confine col nostro Paese questi territori hanno un’anima cosmopolita e mitteleuropea che è bello scoprire

Rimase italiana, anzi Veneziana, col nome di Parenzo fino al 1797: è Porec cittadina costruita su una penisola che si allunga verso l’Adriatico. Proprio sulle sue rive, già nel II secolo a.C. vi si trovava un castrum Romano, anche se i monumenti più pregiati sono quelli bizantini. Partendo per un giro nel suo centro storico si notano, innanzitutto, i resti delle possenti mura difensive veneziane, l’abbazia benedettina di San Cassiano risalente al 1100 e le case dall’architettura gotica che si affacciano su piazza Marafor. Ma da non perdere è soprattutto la Basilica Eufrasiana, capolavoro dell’architettura bizantina costruita nel 539 d.C. Inserita nei capolavori protetti dall’Unesco, la grande chiesa fu eretta per volere del vescovo Eufrasio come grande cattedrale a tre navate, ancora oggi suddivise dalle diciotto colonne in marmo originali dell’epoca, decorate con capitelli romanici e bizantini a canestro. Nell’abside trovano posto gli stupendi mosaici con fondo in oro sempre risalenti al VI secolo, mentre collegati alla Basilica ci sono il Battistero e l’Episcopio.

ROVINJ

Situata a metà della costa occidentale dell’Istria, Rovinj è costruita su due colline, la più alta delle quali, quella di Santa Eufemia, crea una piccola penisola che si getta in mare a ovest. Per tanti secoli vi ebbe sede una colonia filoveneziana dall’economia basata sulla pesca. Anche per questo il centro storico di Rovinj assomiglia a quelli dei piccoli porti liguri, con tante casette colorate strette tra loro e divise da viuzze e corti. La via principale, detta Grisia, è una scalinata che sale fino alla settecentesca chiesa di Santa Eufemia, che ospita anche il sarcofago della beata, risalente al VI secolo d.C.

PULA

La più popolosa città dell’Istria è famosa per il grande Anfiteatro Romano che si trova appena fuori dal centro storico. Costruito nel I secolo d.C. resta ancora oggi a testimoniare quanto forte fosse la presenza Romana sul lato orientale dell’Adriatico. Della stessa origine poi sono anche la Porta Gemina, le mura difensive e lo slanciato Arco dei Sergii. Sulla collina che domina tutto il centro di Pula si erge poi il Castello, innalzato dai Veneziani nel 1632. Interessante anche la Cattedrale cinquecentesca che si affaccia sull’Adriatico poco più a nord del Romano Tempio di Augusto.

RIJEKA

Posto al centro del grande Golfo del Quarnaro, questo grande porto commericale è anche una gradevole cittadina da visitare per scoprirne la storia antica e travagliata. Teatro dell’impresa nazionalista del poeta Gabriele D’Annunzio, che nel 1919 la occupò e la rese italiana fino al 1945 quando persa la seconda guerra mondiale venne assegnata alla Jugoslavia di Tito, Rijeka unisce oggi due anime distinte: una moderna e commerciale e una antica e romantica. La prima si scopre nella parte più recente della città, quella affacciata sul mare e nella quale spiccano i palazzi ottocenteschi. Qui si apre la Riva, il viale ricco di negozi e uffici. Parallelo alle sue spalle si trova il Korzo, centro della vita sociale cittadina e arteria che conduce a scoprire i monumenti che richiamano la storia di Rijeka. Tra questi c’è la Torre Civica, medievale porta di accesso alla città. Barocca è la Cattedrale di San Vito, edificio ottagonale a poca distanza dalla quale si trova la Colonna dello Stendardo, vestigia preziosa della dominazione Veneziana.

CRES E LOSINJ

Cres è la seconda isola più grande tra le trentasei che appartengono all’Arcipelago del Quarnaro ed è divisa dall’isola di Losinj da una canale scavato durante l’epoca Romana, alla quale è comunque unita dal ponte di Osor. Capoluogo dell’isola, posto in una vasta insenatura riparata, Cres è costituita da un’antica cittadella fortificata veneziana, ricca di scorci caratteristici. Sul lato sud dell’isola, Osor è un piccolo paese con una storia millenaria alle spalle: fu infatti il primo insediamento dei Romani. Sulla costa orientale di quest’ultima si trova il villaggio di Veli Losinj, caratterizzato dalla presenza di numerose ville ottocentesche circondate da grandi parchi che si affacciano sulla baia.

KRK, RAB E PAG

Krk è la più grande delle isole della Dalmazia e la più estesa dell’Adriatico, anche se è collegata alla terraferma da un ardito ponte la cui campata maggiore, lunga oltre 650 metri, utilizza per appoggio l’isolotto di San Marco. Non ha alture rilevanti ma è ricoperta da fitta macchia mediterranea. Il borgo di Krk è il centro principale dell’isola: vi si scopre l’impronta della dominazione veneziana nelle torri. La più antica di queste, risalente al 1191 è accanto alla Cattedrale dell’Assunzione. Questa è ornata da un caratteristico campanile a “cipolla”. Più a sud, in mezzo alla laguna di Punat, c’è l’isolotto che ospita il monastero francescano di Kosljun, la chiesa dell’Annunciazione del 1523 e un piccolo museo con icone, dipinti e antichi codici tra i quali una copia dell’Atlante di Tolomeo stampato a Venezia nel 1568. La parte vecchia del borgo di Rab che dà nome all’isola è invece costruita su un promontorio su cui svettano quattro campanili di altrettante chiese e conventi. Il più interessante, che risale al 1181, è quello della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, dalla facciata in pietra bianca e rossa. Selvaggia e brulla è infine Pag, piuttosto spoglia di vegetazione a parte gli uliveti che circondano il borgo di Lun. Per il resto vi si trovano solo cespugli e salvia, che profuma l’aria e serve da foraggio per le 35mila pecore che pascolano sull’isola e dal cui latte è prodotto il formaggio omonimo, un pecorino dal forte aroma.

TRA GROTTE E FORESTE

Nel primo entroterra della Dalmazia settentrionale, quello che costeggia le coste delle isole di Rab e Pag, una trentina di chilometri a sud del borgo di Senj si scopre il selvaggio territorio, in parte carsico, del Parco Nazionale Sjeverni Velebit (info, www.np-sjeverni- velebit.hr). È la più recente tra le riserve istituite in Croazia e occupa una superficie di 109 chilometri quadrati all’interno del tratto più “costiero” della catena montuosa del Velebit, le cui pendici arrivano anche a 1.757 metri di altezza proprio nei pressi del mare. Protetta anche per il suo habitat naturale incontaminato – anche grazie al fatto che in questo ampio tratto di costa dalmata non esistono centri abitati nemmeno di piccolissime dimensioni -, la riserva è famosa per le oltre 150 grotte di origine carsica che ospita, la più grande delle quali è quella di Lukina Jama. Interessante però anche il paesaggio che si ammira “sopra” le grotte: si tratta di un esteso massiccio carsico punteggiato di doline e vette rocciose, tra il quale vive e prolifera però un davvero ricco manto vegetale. Sono infatti circa 2.700 le specie botaniche che si scoprono qui, soprattutto nelle radure e nel sottobosco delle estese foreste di lecci, querce e abeti che arrivano a poche centinaia di metri dal mare.

Un pensiero riguardo “Le 6 tappe da fare assolutamente in Istria

  • Agosto 2, 2019 in 4:34 pm
    Permalink

    Rivolto a chi ha scritto l’articolo sulla Istria Croata:
    Per favore informatevi storicamente prima di scrivere sciocchezze!!! L’Istria non solo è stata prima colonizzata dagli antichi romani e poi dai Veneziani ma è stata anche sotto l’Austria perché nel 1797 è caduta la Repubblica della Serenissima e Napoleone ci ha venduti all’Austria ma poi è sta Italianissima fino al 1945 perché perdendo la seconda guerra mondiale è sta ceduta come preda di guerra a Tito ! Comunque se non ci fossero stati i romani e i veneziani non ci sarebbero città e paesi come li vedete ora e i nomi sono sempre stati in lingua italiana quindi scriveteli per favore anche in Italiano se volete fare divulgazione Pola Rovigno Parenzo Umago Cittanova Fiume ecc ecc.
    Questo perché se ora sono patrimonio dell’umanita Sono storicamente patrimonio anche di architetti ingegneri operai italiani!!!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *