L’arte di Philadelphia arriva a Milano
Nella magnifica cornice del Palazzo Reale di Milano, fino al 2 settembre 2018, si visita la mostra “Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art”, una selezione di 50 capolavori provenienti da uno dei più importanti e storici musei americani, un’occasione unica per ammirare opere dei più grandi pittori a cavallo tra Ottocento e Novecento nel loro periodo di massima espressione artistica, in un allestimento studiato per valorizzare ogni singola opera di una storia di grande collezionismo americano. L’Ente del Turismo di Philadelphia ha deciso di cogliere questa eccezionale opportunità ed ha organizzato, per operatori turistici e stampa, il 27 giugno, una visita guidata della mostra in collaborazione con American Airlines, l’aeroporto di Philadelphia ed il Philadelphia Museum of Art. Stefano Zuffi, curatore italiano della mostra, ha guidato la visita e ha spiegato: “Il Philadelphia Museum of Art mette a disposizione del pubblico italiano un gruppo di opere di grandissimo fascino, selezionate tra i massimi capolavori della sezione più prestigiosa del museo, quella dedicata ai “modern classics”, il periodo che va dall’impressionismo all’età delle avanguardie. Sono tutte opere di artisti celeberrimi e molto amati: da Monet a Van Gogh, da Degas a Cézanne, da Matisse a Kandinskij, da Chagall a Picasso, e così via. Un racconto entusiasmante sui decenni cruciali per l’arte, a cavallo del Novecento”. “Il Philadelphia Museum of Art non è solo la famosa scalinata di Rocky – ha poi aggiunto Massimo Loquenzi rappresentante del Philadelphia CVB in Italia e Spagna – ma è anche il più impegnativo progetto architettonico della città del prossimo futuro: The Core Project. L’architetto Frank Gehry infatti ha disegnato un piano di espansione del museo che lo trasformerà in un polo multi culturale destinato alla fruizione da parte dei visitatori internazionali e dei cittadini di Philadelphia che qui troveranno nuove esposizioni artistiche, esperienze gastronomiche e spazi pubblici”. Un modo insomma insolito e affascinante di far conoscere la destinazione americana agli esponenti del trade che dovranno poi “proporla” al pubblico italiano.
