La Sicilia fa leva sui beni culturali

“Un connubio con l’Unesco per portare avanti una strategia di marketing territoriale: è questa la strada che deve seguire un’isola come la nostra, nella quale si concentra un davvero elevato numero di siti monumentali, archeologici, naturalistici ed immateriali dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Sono sette infatti i siti legati al circuito Unesco presenti nel territorio siciliano e ai quali nel dicembre 2014 si è aggiunto il primo esempio di pratica agricola, la vite ad alberello di Pantelleria”. Parole e musica di Cleo Li Calzi, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia, pronunciate durante un recente incontro con la stampa di settore. “E in un momento come questo – aggiunge – nel quale il concetto di turismo si sta evolvendo sempre più verso un’idea di viaggio come esperienza, la Sicilia è pronta per proporre ai suoi visitatori occasioni per vivere l’isola, la sua cultura, le sue tradizioni e le sue eccellenze enogastronomiche. Tutto attraverso percorsi tematici e personalizzati, in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. La Sicilia punta al turismo relazionale valorizzando il concetto di ospitalità sostenibile”. E saranno tre secondo Li Calzi le forme con le quali si sta concretizzando tutto questo: l’albergo diffuso, il turismo residenziale e gli itinerari religiosi e naturalistici. L’idea di albergo diffuso nasce da una sempre più crescente richiesta di soggiorni in contesti urbani di pregio, dove poter vivere a contatto con i residenti e quindi permettere ai visitatori di diventare parte della comunità ospitante. In parallelo all’albergo diffuso vi sono le dimore storiche, palazzi e ville d’epoca sparsi sul territorio e aperte ormai ai turisti. E ancora il lato religioso della Sicilia con i percorsi verso i santuari di Santa Rosalia a Palermo o della Madonna Nera a Tindari.

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