Cover Story

Tutti insieme per spiegare: l’Egitto è “aperto”!

Un messaggio forte, e chiaro. È quello che il mondo del turismo organizzato italiano, riunitosi per l’occasione proprio sulle sponde del tanto amato Mar Rosso, ha voluto lanciare all’Italia, oltre che al Ministero degli Esteri: «Siamo qui per spiegare e raccontare a tutti che in Egitto è possibile venire per passare delle vacanze da sogno e non da incubo». Questa dichiarazione, fatta dal palco del centro congressi dell’Hotel Intercontinental Port Ghalib da Pier Ezhaya, direttore generale Francorosso Alpitour World e vicepresidente ASTOI, riassume con efficacia l’obiettivo di questa kermesse per la quale si sono mobilitati alcuni tra i principali operatori del Belpaese (con Alpitour, anche Settemari, Eden Viaggi, Going, Swan Tour, Turisanda e Veratour) coadiuvati per il trasporto dei partecipanti dalle compagnie aeree Neos, Meridiana, Blue Panorama e Egypatair. Partecipanti che erano innanzitutto gli importanti partner della distribuzione, ovvero oltre 700 agenti di viaggio provenienti da tutta Italia e invitati anche grazie al lavoro di AINeT, l’Associazione Italiana Network Turistici, anch’essa al lavoro per la riuscita del convegno. E sul palco egiziano non sono neppure mancati gli ospiti illustri: primo tra tutti il Ministro del Turismo egiziano Hisham Zaazou, accompagnato per questa occasione anche dal Governatore del Mar Rosso Ahmed Abdallah. Insieme quindi ai vertici di ASTOI, associazione da poco guidata dal Ceo Hotelplan Italia Luca Battifora, e dei tour operator operanti sull’Egitto, c’era poi una importante figura istituzionale, l’ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari. La cui dichiarazione sulla sicurezza della destinazione Egitto era forse la più attesa da parte dei delegati. Pungolato appunto da Ezhaya, secondo ancora il quale «il nostro lavoro qui è quello innanzitutto di segnalare che l’Egitto non è solo Sharm El Sheikh o le mete del Sinai meridionale che sono le uniche, al momento, ad essere sottoposte allo “sconsiglio” del Ministero degli Esteri italiano. Ci sono invece tante destinazioni “aperte”, come questa nella quale ci troviamo e che molti turisti italiani continuano a frequentare, o come quelle affacciate sul Mediterraneo egiziano, da Marsa Matrouh a El Alamein. È per questo che ASTOI e tutti gli operatori presenti qui oggi stanno lavorando insieme per monitorare la situazione “sconsiglio” e aiutare la Farnesina a fare le giuste scelte nei confronti del turismo verso questo grande Paese».

La risposta dell’ambasciatore Massari ovviamente non si è fatta attendere, ma il diplomatico ha voluto soprattutto sottolineare la bontà dell’operato di tutte le istituzioni italiane coinvolte nella vicenda. «L’iniziativa United for Egypt è sicuramente lodevole innanzitutto per il ruolo di stimolo che può svolgere in questa fase cruciale del processo di transizione economica e politica egiziana. Per quanto ci riguarda continuiamo a lavorare collaborando con la nostra “intelligence” per non farci trovare impreparati qualsiasi cosa possa succedere, anche in positivo ovviamente. Per quanto mi riguarda poi sono convinto che l’Italia debba sfruttare il prossimo periodo di presidenza dell’UE (semestre italiano che parte dal prossimo 1° luglio, NDR), per rilanciare l’Europa tutta verso una politca più attenta al bacino del Mediterraneo. L’Egitto è un Paese centrale per l’Italia, non solo dal punto d vista turistico ma anche per i problemi legati all’immigrazione».

Estremamente diverso invece l’approccio alla questione da parte del Ministro del Turismo Zaazou, volto ben noto anche dagli addetti ai lavori italiani per il grande lavoro di promozione che ha fatto del suo Paese in Italia. Lavoro fatto non tanto da politico quanto da “tecnico” poichè proveniente proprio dall’industria turistica egiziana. «Quello che abbiamo studiato per far ripartire il turismo nel nostro Paese è un piano innanzitutto politico – ha spiegato Zaazou alla platea italiana – che stiamo portando avanti insieme ad altri due ministeri, quello della Difesa e quello dell’Interno. Con grandi sforzi stiamo infatti cercando di ristabilire in tutto l’Egitto quella sicurezza che qui a Marsa Alam potete toccare con mano. E se sarò riconfermato nel mio ruolo (e la conferma di Zaazou nella carica di ministro è poi stata ufficiale una settimana dopo l’evento finito il 12 giugno, NDR) state certi che continuerò a lavorare per rendere il mio Paese una meta turistica sempre più affascinante e sicura. Continuando, come è stato finora, a vedere operatori e agenzie italiane come fondamentali partner. D’altronde il rapporto e il supporto vicendevole è stato sempre fedele e leale, con un obiettivo comune: continuare a portare gli italiani in Egitto…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *