Il turismo LGBT: numeri e dati di un settore tutto in crescita

Sono 3 milioni le persone LGBT dichiarate in Italia e producono un fatturato turistico da 2,7 miliardi di euro. Sono questi i numeri pubblicati dal rapporto generato per Quiiky, il tour operator del gruppo Sonders & Beach, che per primo in Italia ha iniziato ad occuparsi di turismo gay friendly. La ricerca, stilata in collaborazione con l’Associazione Italiana Turismo Gay and Lesbian, definisce un consumatore con un buon livello di istruzione e un reddito mediamente alto che gli consentono di viaggiare anche più volte nel corso dell’anno. Il 67% di questi usa canali internet per informarsi sulla vacanza lunga,mentre solo l’11% dei turisti LGBT va in agenzia di viaggi. Ma dove vanno questi consumatori? Tra le destinazioni predilette del segmento, prima fra tutte l’Italia, soprattutto nell’ultimo periodo. Per l’esattezza, il 51% dei consumatori nel 2016 ha scelto il Bel Paese per le sue vacanze. A seguire Spagna, Francia e Grecia sono le mete scelte con maggior frequenza da chi preferisce spostarsi sul medio raggio, mentre gli Stati Uniti rimangono la meta incontrastata per il lungo raggio. E tante sono le differenze tra le scelte femminili e quelle maschili nel mondo LGBT. Nella vacanza lunga infatti gli uomini scelgono il mare o la città, mentre le donne si orientano maggiormente sui viaggi itineranti. “All’inizio abbiamo trovato una resistenza da parte della distribuzione, timorata di perdere clientela tradizionale, ma oggi siamo di fronte a un nuovo cambiamento in un mercato che da allora è in costante ascesa” ha raccontato Alessio Virgili, amministratore unico di Quiiky. Il t.o. ha recentemente lanciato in Italia i tour denominati Untold History. Si tratta di tour esclusivi in cui si viaggia ponendo particolare attenzione alla storia identitaria gay di imperatori, artisti, architetti e scrittori.
EM

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