Il “fattore” sicurezza non fermerà il turismo

Occhi puntati ancora sulla sicurezza. Alla vigilia della partenza di una stagione estiva che già diversi studi di settore indicano molto interessante, dal punto di vista commerciale, per il comparto turistico italiano, non sfugge agli occhi degli addetti ai lavori che al centro dei pensieri del turista e del consumatore italiano il tema della sicurezza resti centrale nella scelta del luogo nel quale trascorrere le vacanze, in particolare quelle estive, che tradizionalmente per il pubblico italiano sono le più lunghe e le più “sentite”. Sulla scia del grande ritorno “a casa” dello scorso anno, quando le destinazioni del mare Italia sono state nuovamente gettonatissime dopo anni di difficoltà e crisi – basti pensare ad esempio al caso della Sardegna, Ndr – pare nuovamente che i nostri connazionali abbiano intenzione di rimanere per lo più lungo le sponde dello Stivale per godersi le loro vacanze estive. E se molti operatori che in passato avevano con forza cavalcato gli exploit commerciali delle destinazioni di mare che nel recente passato l’hanno fatta da padrone, Egitto e Tunisia su tutte, senza dimenticare Turchia e Kenya, sono essi stessi tornati a proporre con forza commerciale soprattutto le mete balneari italiane, il tema sicurezza non è del tutto passato in secondo piano. Per due motivi: in primo luogo anche se, per la maggior parte dell’opinione pubblica nazionale, una meta italiana di mare resta percepita come totalmente sicura, le recentissime rivelazioni della rivista (scandalistica, è bene ricordarlo) tedesca “Bild”, secondo la quale ci sarebbe un allarme terrorismo sulle spiagge europee e soprattutto su quelle italiane e spagnole per la prossima estate, hanno fatto discutere e parecchio. In particolare, secondo non rivelate fonti di esperti della sicurezza, «travestiti da venditori ambulanti» gli islamisti potrebbero farsi esplodere appunto sulle spiagge europee. In breve è arrivata la secca smentita dei servizi di intelligence italiana, certo, che negano anche di aver segnalato ai colleghi tedeschi quanto rivelato dal quotidiano. Dal Ministero dell’Interno italiano è stato il viceministro Filippo Bubbico, in un’intervista a Skytg24, a liquidare la notizia come «priva di ogni fondamento», seguito, a breve giro di posta dallo stesso Ministro Angelino Alfano… (continua a leggere su Trend 7/2016)

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