Estate 2019, presenze in calo in Italia

Secondo i dati diffusi da Assoturismo l’ultima stagione estiva avrebbe fatto segnare una brusca frenata in relazione alle presenze dei turisti nel Belpaese. La stagione chiude con 205,7 milioni di presenze, circa 2,3 milioni in meno rispetto al 2018 (1,1%).

Ad incidere sul calo, secondo l’indagine di CST per Confesercenti-Assoturismo, la ripartenza di alcuni Paesi mediterranei, le incertezze meteorologiche e il rallentamento economico italiano. La contrazione maggiore riguarda il mercato italiano, con un totale di 110 milioni di presenze (-1,5%) mentre gli stranieri si attestano su 95,8 milioni di presenze (-0,7%).

Nord Est e Centro hanno registrato i risultati peggiori, con un calo dell’1,6%, più contenuto il calo del Sud-Isole (-0,6%) mentre cresce il Nord Ovest (+0,2%). Le città d’arte vanno forte con un aumento stimato dello 0,4%, in calo le località balneari (-2%) la campagna (-0,6%) e le località lacuali (-1,9%), ma il vero crollo è per le località termali (-4,1%).

“Il primo consuntivo dell’estate 2019 ci consegna un quadro non incoraggiante per il settore, dopo il boom del 2017. Flessione dovuta alle cattive condizioni meteo del mese di maggio ma soprattutto alla ripresa della competizione internazionale”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “Questo significa che c’è ancora tanto da fare per stabilizzare i flussi turistici verso l’Italia e per fidelizzare i visitatori che hanno ripreso a frequentare altre mete del Mediterraneo. Il ritorno della delega al MiBACT riprende un percorso proficuo voluto dal Ministro Dario Franceschini che torna a guidarlo. Ma la situazione che emerge dai recenti dati impone un’attenzione maggiore da parte del Governo per un settore che potrebbe e dovrebbe essere il volano della nostra economia. L’auspicio è che il nuovo esecutivo ed il ministro Franceschini, a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, mettano il turismo tra le priorità dell’agenda politica e, in attesa che si concretizzi la possibilità da noi più volte indicata di un ministero ad hoc per il turismo, ci auguriamo che la delega non debba più essere soggetta a migrazioni perché questo si può leggere come un declassamento di un settore di importanza fondamentale per la riqualificazione del territorio e la crescita economica del Paese”

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