Eolie, un ricco arcipelago che si apre davanti alla Sicilia (parte 1)

Si scoprono uno dei più affascinanti arcipelaghi del Mediterraneo, le Eolie, e la solitaria, misteriosa e bellissima isola di Ustica

Narrava Omero che le sette Isole Eolie erano non solo la dimora del dio dei venti – Eolo appunto -, ma soprattutto un luogo magico e “nascosto”del Mediterraneo, dal quale anche Ulisse fece fatica a ripartire. Se si aggiunge poi che, sempre di fronte alla costa occidentale della Sicilia, si trova un altro bellissimo lembo di terra che risponde al nome di Ustica, è facile capire perchè, da tanti secoli, marinai di ogni provenienza e esperienza non riescono a fuggire il fascino di queste isole incantevoli. L’arcipelago delle Eolie comprende allora sette atolli (Stromboli, Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Alicudi e Filicudi), più una manciata di isolotti e scogli, che si estendono a al largo della costa di Milazzo, in un’area di circa 15 miglia da E a O e 30 miglia da N a S. La più meridionale, Vulcano, dista solo 12 miglia dalla Trinacria, mentre la più lontana, Stromboli, ne dista circa 35. L’arcipelago, che ha la forma di “ipsilon”, è famoso per essere circondato da un mare limpido come il cristallo, mentre le sette isole abitate – e sulle quali si trovano diversi approdi da non perdere – sono una diversa dall’altra, malgrado il ben visibile vincolo di parentela.

DAL FUOCO

A prima vista infatti le Eolie tradiscono subito tutte la comune origine vulcanica, la quale dà vita però a un piccolo incantato universo, fatto di spiagge di lava nera e splendente ossidiana, terra fertile, colline brulle che mostrano nude rocce dalle forme artistiche ed eruzioni laviche improvvise. Sono luoghi bellissimi e aspri che, allo stesso tempo, trasmettono forti impressioni di potenza della natura e atmosfere vacanziere dolci e rilassanti.

VULCANO

Prima isola che si incontra facendo rotta a nord da Milazzo, Vulcano riserva a tutti il suo benvenuto “odoroso”: appena ci si avvicina infatti un penetrante odore di zolfo colpisce le narici. È proprio su quest’isola, come a Stromboli, che l’attività vulcanica delle Eolie continua a manifestarsi. Qui sono tre i crateri, il Monte Aria, Vulcanello e il Gran Cratere, ma solo l’ultimo è ancora attivo. Sono soprattutto benefici però quelli che l’isola e i turisti traggono dai vulcani: estetici, grazie al fatto che la natura rigogliosa e il mare turchese hanno origine dalle caratteristiche geologiche di Vulcano, ma anche per la salute. Proprio alle spalle del porto di Levante, infatti, si raggiunge la Pozza dei Fanghi, piscina termale naturale nella quale ci si spalma coi rigeneranti fanghi e sulfurei fanghi dell’isola.

GROTTE E SABBIA NERA

Le coste incontaminate offrono fantastiche visioni di rocce impervie e multicolori. Il primo bagno da non perdere è quello nella grotta dell’Abate, mentre i freddolosi vadano subito alla baia della Sirenetta, dove l’acqua è sempre tiepida e i fondali nascondono grotte dal colore giallo dello zolfo. La spiaggia più esclusiva è invece quella di Cannitello, tra punta Bandiera e punta Ufala. Bellissima la Spiaggia dell’Asino: custodita dal piccolo abitato di Gelso è fatta di sabbia nera ed è per molti la più affascinante di Vulcano. Altrettanto nera è la spiaggia sulfurea che si trova nei pressi del Porto di Ponente, sull’altra faccia dell’istmo di Vulcanello rispetto alla Pozza dei Fanghi. Proprio davanti a quest’ultima invece si trova un particolare tratto di mare soprannominato “Acquacalda” sul fondale del quale ribollono particolari fumarole sottomarine che si ammirano nuotando piano piano con maschera e tubo. Sempre a Vulcanello infine si trova uno strano gruppo di rocce basaltiche detto la Valle dei Mostri.

LIPARI

Subito a nord di Vulcano c’è Lipari e le isole quasi si toccano. Meno di un miglio separa Vulcanello da Punta Crepazza, estremità sud di Lipari, non lontana dalla città e dal porto – o Rada di Lipari -, posti sulla costa orientale. L’isola è la maggiore dell’arcipelago e anche l’unico scalo delle Eolie dove si respira aria “cittadina”: come accade tra le viuzze che salgono al Castello del XVI secolo le cui mura racchiudono il palazzo dei Vescovi, il Museo e un Parco archeologico. Modellata nel corso dei millenni dall’attività sismica di 12 vulcani ora spenti, ospita sulla costa orientale un luogo lunare e unico, raggiungibile solo via mare. Sono le ex cave di pomice di Porticello, tra le cui acque ci si può fare un bagno con effetto di “peeling” naturale.

TRA SPIAGGE E TERME

La prima da scoprire è Spiaggia Bianca: posta dopo l’arenile di Baia Unci e Punta Sparanello, è fatta di sabbia bianchissima per la presenza di polvere e pietre di pomice. Pietra Liscia e Porticello sono invece le spiagge più vicine alla cava di pomice, come testimonia il fondale bianco che dà un incredibile colore turchese all’acqua. Oltre Punta della Castagna si trovano poi le spiagge di Acquacalda e del Gabbiano, caratterizzate da sabbia e ciotoli color grigio scuro. Dal Gabbiano, poco affollata perché ci si arriva solo in barca, si vede bene Salina. Sulla costa sud ovest della baia di Vallemuria si trova l’omonima piccola spiaggia, attrezzata con lettini e con un bar ricavato nella roccia. Tra le tante scoperte poi che riserva una visita all’interno dell’isola, la più inconsueta è quella che si fa alle Terme di San Calogero. Attive già nel II millennio a. C., ma divenute famosa in epoca Romana, offrono preziose acque sulfuree che sgorgano alla temperatura fissa di 60°C e fanghi utilizzabili per la cura di reumatismi e malattie della pelle.

SALINA

Costa meno di due miglia a nord di Lipari, Salina è la seconda delle Eolie per estensione ma soprattutto è considerata il polmone verde dell’arcipelago. Famosa per essere la capitale mondiale della produzione della Malvasia, vino liquoroso Doc di colore biondo ambrato, Salina ha una forma raccolta e quasi circolare sulla quale spiccano le due vette di origine vulcanica del Monte dei Porri e del Monte Fossa delle Felci. Collegate tra loro da una “sella” pianeggiante danno all’isola l’inconfondibile forma del dorso di un cammello.

BAGNI TRA TUFO E POSIDONIE

Quella di Pollara è di certo la baia più affascinante di Salina. Grandioso è lo spettacolo che appare a chi vi getta l’ancora per la prima volta. Si scopre una stretta spiaggia di sabbia quasi nera che letteralmente fuoriesce dalle alte rocce di tufo che furono originate dall’esplosione, avvenuta circa 13.000 anni fa, di un cratere posizionato sul soprastante Monte dei Porri. Proprio nel tufo sono scavate diverse rimesse usate per le barche dei pescatori, mentre su un piano inclinato, posto a circa 100 metri di altezza è aggrappato il villaggio omonimo. Altrettanto affascinante è poi la spiaggia di Punta Lingua, stretto arenile fatto di ciottoli e pietre che si immergono fino ai vicini fondali ricchi di praterie di posidonie. Da non perdere anche un tuffo a Cala del Barone, tra Capo Faro e Santa Maria Salina, punto dal quale si vedono i profili delle vicine Panarea e Stromboli. Nei pressi di Rinella la spiaggia da visitare è quella di Pra Venezia mentre più a est ci si può tuffare nelle località della Grottazza e del Vallone Spina. Alla Grotta di Racina, sulla costa tra Rinella e Pollara l’acqua è di un azzurro unico.

PANAREA

La più piccola e la più modaiola delle Eolie, ma nonostante questo Panarea è un vero gioiello che vale la pena esplorare dal mare. Il primo scalo si fa a San Pietro, il centro abitato più grande, e subito ci si immerge nell’atmosfera un po’ da movida che riporta alla mente i film dei fratelli Vanzina sulle vacanze anni Ottanta. Sarà poi per il fatto che sull’isola le auto sono bandite e che si sposta solo su motorini e pittoresche motocarrozzelle, ma a Panarea divertimento fa comunque rima con autenticità. Anche perchè si scopre in fretta, facendo magari un salto al villaggio preistorico nei pressi di Punta Milazzese, che anche questa isola come le altre Eolie ha una tradizione millenaria che deriva dai primi abitanti che sostarono qui fin dall’Età del Bronzo, milleduecento anni prima della nascita di Cristo. Altro punto da vedere è Punta Peppemaria, promontorio posto subito a sud di San Pietro nei pressi del quale sgorgano delle fonti termali ottime per i reumatismi.

UN TUFFO TRA LE FUMAROLE

Nei pressi della frazione di Ditella, poco più a nord del capoluogo San Pietro si trova la spiaggia della Calcara, arenile caratterizzato dalla presenza di piccole fumarole sottomarine che permettono a chi si tuffa qui di fare speciali bagni “caldi” e rigeneranti. Cala Zimmari, posta sul lato sud dell’isola, è invece una piccola spiaggia spesso affollata in estate perchè è quella che si raggiunge più facilmente a piedi dal porto. Il più bel luogo di Panarea per fare il bagno è però Cala Junco: situata nei pressi di Punta Milazzese, è una vera perla famosa per l’acqua trasparentissima e color turchese. Una gita verso l’isolotto di Lisca Bianca invece permette di scoprire la piccola spiaggia di ghiaia, riconoscibile anche perché nel pulitissimo mare prospiciente emergono bolle formate dalle emissioni di gas della solfatara subacquea. Ultimo punto molto amato dai frequentatori dell’isola per andare a fare un bagno isolato e rilassante, anche nell’affollato periodo delle vacanze agostane è il tratto di mare che circonda le “Formiche” gruppuscolo di scogli che emerge dalle onde davanti alla costa orientale di Panarea.