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Cresce bene il turismo via mare in Adriatico

È quanto emerge dalla nuova edizione di Adriatic Sea Tourism Report, il rapporto di ricerca di riferimento per il turismo via mare in Adriatico, realizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza specializzata nella macro-industria turistica e presentato oggi a Venezia da Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo, in apertura dell’ottava edizione di Adriatic Sea Forum – Cruise, Ferry, Sail & Yacht.
Anche quest’anno il report ha analizzato flussi, dimensioni, caratteristiche e direttrici dei movimenti turistici via mare nell’area adriatica, con un focus sui comparti delle crociere, dei traghetti e della nautica. L’obiettivo è offrire agli operatori dei sette Paesi che si affacciano sull’Adriatico una fotografia aggiornata del settore e alcuni spunti di riflessione utili a sostenere l’ulteriore sviluppo di un comparto che continua a esprimere importanti potenzialità di crescita.
Cresce innanzitutto la crocieristica in Adriatico: nel 2026 previsti circa 5,7 milioni di passeggeri movimentati (+6% sul 2025), un volume di traffico ancora inferiore al record del 2019. Secondo le stime contenute nell’Adriatic Sea Tourism Report 2026, i 35 porti dell’Adriatico chiuderanno l’anno complessivamente con circa 5,7 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), in crescita del 6% rispetto al 2025. Le toccate nave raggiungeranno quota 4.000 (+7,7% sul 2025). L’aumento del traffico passeggeri, sostenuto principalmente dalla sponda orientale dell’Adriatico, consentirà al comparto di avvicinarsi ma non di superare i livelli record registrati nel 2019. Nel confronto con le altre macroaree del Mediterraneo, l’Adriatico è l’unica ad aver registrato una flessione del traffico nel periodo 2019-2025 (-8%, a fronte ad esempio di un +35% del West Coastal Med o del +83% dell’Eastern Med), conseguenza del divario tra infrastrutture e regolamenti locali che non permettono ai porti di accogliere le navi più grandi.
Per quanto riguarda il comparto dei traghetti, aliscafi e catamarani, le stime di Risposte Turismo indicano per il 2026 una nuova crescita dei volumi di traffico, con 20,6 milioni di passeggeri movimentati (+2,1% rispetto al 2025). “Le dinamiche del maritime tourism in Adriatico restituiscono un comparto in salute, sostenuto da rilevanti investimenti sia del pubblico che del privato e da un interesse da parte della domanda turistica che non è mai diminuito – ha commentato Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo. È sempre utile, a ogni modo, guardare ai risultati raggiunti da altre macroaree, del Mediterraneo e non solo, per comprendere quanto ancora ampio sia il potenziale dell’Adriatico. Un potenziale che però va letto anche alla luce di altri fattori che possono indirizzarne lo sviluppo, quali ad esempio le volontà e le priorità strategiche di ciascuno dei Paesi dell’area, le caratteristiche infrastrutturali della portualità, le scelte relative all’accoglienza e alla gestione dei flussi turistici. Di certo uno degli aspetti su cui sarà fondamentale lavorare nei prossimi anni è quello di una migliore gestione delle relazioni tra costa ed entroterra, non solo dal punto di vista dell’accessibilità e della mobilità ma anche da quello di una lettura complessiva in chiave turistica della macroarea, valorizzando al meglio la natura poliedrica delle proprie attrazioni”.
Adriatic Sea Tourism Report contiene infine anche quest’anno una mappatura degli investimenti dedicati al turismo via mare in Adriatico. Secondo i ricercatori di Risposte Turismo, nel quadriennio 2027-2030 sono stati programmati sulle due sponde adriatiche oltre 843 milioni di euro in infrastrutture per lo sviluppo della crocieristica e del traffico via traghetto (oltre 573 milioni di euro) e del turismo nautico (270 milioni di euro, di cui 230 milioni destinati alla costruzione di sette nuovi porti turistici e ulteriori 40 milioni di euro per il completamento di progetti di espansione e riqualificazione di porti).

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