Cosa vedere nel cuore verde della Corsica

Non solo storia e arte, come quelle che si scoprono a Porto Vecchio e Aleria: la costa regala tante bellezze naturali ancora poco note

Se la costa est della Corsica fila dritta, lineare e un po’ monotona, l’interno dell’isola offre affascinanti opportunità di escursioni, molte delle quali facendo base a Porto Vecchio. Ecco una serie di consigli per andare alla scoperta del “cuore verde” corso.

PORTO VECCHIO

La cittadina è divisa in due parti. La città alta (Haute ville) situata all’interno di quella che era la cittadella genovese, è un intricato sistema di vicoli. In basso c’è la parte nuova col porto moderno. Non c’è tantissimo da fare, se non passeggiare (tra la folla) nelle viuzze del minuscolo centro storico. L’ingresso più interessante è da rue Borgo: dalla Porte Genoise la vista sul golfo è spettacolare. Merita una veloce visita la chiesa di Saint Jean Baptiste. La notte la città si anima e durante la stagione estiva i suoi locali sono fra i più vivaci dell’isola. Unica pecca i prezzi: dopo Bonifacio, è la località più cara della Corsica.

CASTELLO D’ARAGHIU

Escursione impegnativa ma meritevole: non tanto per arrivare da Porto Vecchio (una quindicina di chilometri), ma per la mezz’ora di sentiero impegnativo dal paesino di Araghju a questo complesso preistorico del II millennio a.C: oltrepassata la monumentale porta in granito, che dà l’idea di quale doveva essere l’importanza della roccaforte, salite in cima alle possenti mura (sono lunghe 120 metri, alte 4 e spesse 2). Una volta in cima, vi aspetta una magnifica vista sul golfo di Porto Vecchio.

CUCCURUZZU E CAPULA

A un centinaio di chilometri da Porto Vecchio (che in Corsica vogliono dire un’ora e mezzo abbondante di macchina), si trovano questi interessanti siti archeologici: Cuccuruzzu è un complesso fortificato dell’età del Bronzo scoperto nel 1963, testimonia un insediamento che viveva di allevamento e agricoltura e produceva ceramiche e tessuti. Capula, invece, è una fortificazione medievale. Un’interessante audioguida consente di godersi la visita, impreziosita da splendidi panorami sulle Aiguilles de Bavella.

AIGUILLES DE BAVELLA

Le più spettacolari montagne della Corsica si raggiungono in un’ora e mezza di strada da Porto Vecchio (distanza dimezzata da Solenzara). Il paesaggio ricorda un po’ le nostre Dolomiti. Dal Col de Bavella (1.218 metri sul livello del mare) si intravedono le “guglie” tra i pini e il profilo del Monte Incudine (2.134 metri). Due bei sentieri sono quello di Pianona (il cui tracciato dura un’ora tra andata e ritorno) e quello più impegnativo che porta a U Cumpuleddu, enorme foro in cima a una roccia dal quale si gode una vista indimenticabile (il cui tracciato dura due ore tra andata e ritorno).

ALERIA

Oltre alle interessanti rovine di Alalia, la prima città Romana della Corsica, vale la pena visitare il museo archeologico (Musée Archeologique Jérome Carcopino) allestito all’interno del Fort de Matra.

LA CASTAGNICCIA

Il nome deriva dai castagni che importarono i genovesi nel XVI secolo e la regione ha sempre avuto una vocazione naturale per questo tipo di coltura. Qui le montagne raggiungono i 1700 metri e la vegetazione cresce rigogliosa grazie al clima umido, fresco e piovoso. Fino al 1800 le castagne sono state il “pane dei poveri” corso trovando declinazione in svariati piatti tradizionali. Al centro della regione si trova Piedicroce con la bella chiesa di St. Pierre et Paul dal particolare campanile esagonale, all’interno è conservato il più antico organo dell’isola degli inizi del sec. XVII. Nei dintorni (1 km verso Campana) si trovano le suggestive rovine del Couvent d’Orezza distrutto dai tedeschi nel 1943. Sempre Orezza è famosa per le sue acque termali ricche di ferro e calcio. L’acqua viene anche imbottigliata ed è considerata una delle migliori della Corsica. Una escursione impegnativa è quella che porta in cima al Monte San Petrone (1.767 metri), gesto eroico ripagato da un glorioso panorama.

VERSO BASTIA

Monotona e dedicata a un turismo un po’ di massa, la costa orientale da Solenzara a Bastia è snobbata dai diportisti. Si rischia però di perdere alcuni dei lati più interessanti dell’isola sia dal punto di vista paesaggistico che culturale.

LA CASINCA

Pur essendo a solo un’ora di macchina da Bastia è una zona toccata poco dal turismo. La si attraversa su stradine secondarie fra villaggi in collina, ulivi e castagni. I piccoli borghi risalgono al medioevo quando gli abitanti della costa sfuggivano alla malaria per trovare riparo su queste salubri alture. Per godere di una magnifica vista sulla piana orientale e sulla costa, è perfetto il sagrato della barocca chiesa di St. André a Loreto di Casinca. Intricate viuzze sormontate da passaggi voltati e scalinate caratterizzano Vescovato, borgo medievale che fu sede vescovile fino al 1570.

LE MORIANINCU

Questa microregione è il paradiso degli escursionisti. La maggior parte dei villaggi sono collegati da una rete di sentieri (chiedere l’opuscolo all’ufficio del turismo di Moriani-Plage). Si attraversano castagneti e fitti per poi sbucare nei caratteristici borghi appollaiati sulle colline. Come San Nicolao, San Giovanni di Moriani e la remota Santa Reparata di Moriani. A 1,5 km da San Nicolao si può cercare refrigerio alle Cascade de l’Ucelluline, da qui un sentiero conduce a una serie di piscine naturali.

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