Catalogna, oltre a Barcellona c’è molto altro

La Catalogna è la regione che traina il turismo in Spagna, con arrivi sempre maggiori a Barcellona ma non solo. Oltre 19 milioni di turisti hanno infatti visitato la Catalogna nel 2018, circa il 23% di tutti gli arrivi in Spagna, con un importante crescita della spesa media giornaliera (+6,7%) che si attesta attorno ai 136 euro. “L’Italia è assieme alla Svizzera – spiega Marta Pitarch, marketing executive Italia & Israel del Catalan Tourist Board – il mercato che viaggia di più fuori stagione, e la quella della destagionalizzazione è per noi una questione centrale in questo momento. Vogliamo infatti far comprendere ai turisti quanto abbia da offrire la nostra regione, non solo d’estate ma anche durante il resto dell’anno.”

Apprendiamo dai numeri mostrati dal Tourist Board che l’Italia rappresenta il 5° mercato internazionale, dopo Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti, per quanto riguarda l’incoming in Catalogna, con più di 700mila visitatori nel 2018. Per il 2020 alcune novità attireranno numerosi turisti nella regione, come il Grand Tour della Catalogna che toccherà tutta la regione dalla costa ai Pirenei e verrà proposto direttamente dal Tourist Board. Altre attrazioni su cui punta la regione sono la zona dei parchi attorno a Tarragona, sede dell’unico Ferrari Land in Europa, e la provincia di Lleida, dove è da poco terminato il restauro del quartiere ebraico oggi visitabile.

Anche Barcellona, sebbene possa vantare numeri sempre ottimi in termini di arrivi, con una buona crescita percentuale sia del numero di arrivi (7%) che della spesa giornaliera media (4%), è “schiava” della stagione estiva, dove si concentra oltre il 40% degli arrivi. “Per cercare di far capire, come dice il nostro motto, che ‘Barcellona è molto di più’ – afferma Olga Sancho Izquierdo, head of international Tourist Promotion per la Provincia di Barcellona – abbiamo previsto dall’anno prossimo un “Modernism Pass” che NON include le attrazioni più conosciute, come la Sagrada Familia o Casa Batlló, ma permette di visitare tanti degli altri edifici che abbiamo la fortuna di avere a Barcellona, come Casa Vicens e il Palau de la Música Catalana.” Un altro settore su cui punta molto la città di Barcellona è quello enologico, con visite e festival nelle vinerie dedicati ai tanti vini prodotti nella regione come il tipico Cava, oltre ai tanti festival musicali che si svolgono durante tutto l’anno attorno alla città.

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