Casabianca (Going): “Estate complessa, ma resta segno più”
In un contesto internazionale che non accenna – purtroppo – a tranquillizzarsi, il turismo non cede, spinto dal fatto che la vacanza è oramai per gli italiani una necessità. Resta la voglia di viaggiare, ma una forte incertezza sulle mete e sulla sicurezza lascia ‘incompiuti’ tanti preventivi. “L’estate resta complicata – racconta a TREND Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going – non sarà possibile chiudere all’altezza dei budget prefissati. Dal 28 febbraio (inizio del conflitto tra Usa e Iran, ndr) è cambiato il mondo, non solo quello del turismo, ed è tutto meno prevedibile. Detto questo, siamo comunque contenti del primo semestre 2026 che abbiamo chiuso con un quasi +10% sull’anno scorso. Grazie a un primo bimestre molto interessante, ma non solo”.
Quali obiettivi di business precisi si possano delineare non è comunque semplice, anche per un manager esperto e attento come Casabianca. “Sul trimestre luglio, agosto e settembre c’è ancora tanto da fare e dobbiamo anche capire quanto mercato c’è per riuscire a fare lo stesso risultato dell’anno scorso. A parità di data, se oggi guardo i tre mesi estivi, siamo ancora in crescita, di circa il 5%, pur avendo meno prodotto sul mare. Oggi se tracciamo un obiettivo, potrebbe essere quello di chiudere il fatturato in linea con l’anno scorso che abbiamo chiuso a 45 milioni di euro. Anche se, l’andamento fino a questo momento ci porterebbe a pensare che potremmo fare anche un pochino meglio. Ma preferisco restare cauto: ad oggi davvero è difficile dire se lo supereremo e di quanto”.
Anche perché le incertezze riguardano anche destinazioni che invece non dovrebbero presentare criticità, come ad esempio gli Stati Uniti. “Negli anni scorsi, quando una parte del mondo era impattata da qualcosa, l’altra ne beneficiava in termini di flussi turistici. In quest’ottica per il 2026 la crescita quindi avrebbe dovuto riguardare molto il Nord America, ma non è andata esattamente così; in particolare con riferimento agli Usa. Che al momento restano una meta che non sta vivendo un momento migliore e positivo rispetto all’anno scorso e tantomeno ci ha aiutato a recuperare quello che su altre aree geografiche si è perso per le motivazioni geopolitiche attuali. Di contro abbiamo spinto e spingeremo soprattutto per l’inverno anche destinazioni come Sudamerica e Africa che già sono positive”.
