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Bruxelles, un 2026 tra arte e innovazione

Ieri a Roma, Bruxelles ha svelato il suo volto più accattivante per il 2026, anno che promette di elevare la capitale belga a vera meta culturale europea. Grazie in particolare a un palinsesto artistico da capogiro, con il Kanal Centre Pompidou e il Bozar come stelle polari, pronti a attirare turisti da tutto il mondo. “Bruxelles non + solo il cuore politico dell’Unione Europea, ma un partner strategico per l’Italia – hanno spiegato Ursula Jone Gandini, direttore Italia di Visit Bruxelles, e Guglielmo Pisana, delegato della Regione di Bruxelles per l’Italia, Malta e San Marino -, sia in termini commerciali che turistici. I numeri parlano chiaro: l’Italia è il sesto mercato mondiale per arrivi, con oltre 240mila visitatori nei primi nove mesi del 2025, in crescita del +9,5%. Il turismo leisure è salito del +10%, mentre il segmento MICE è cresciuto del 16%”.

Merito anche delle connessioni facilitate: i voli dall’Italia crescono del +7% circa, grazie alle nuove rotte di EasyJet, Brussels Airlines e ITA Airways. E per chi preferisce viaggiare slow, c’è il treno European Sleepers, un’opzione comoda e sostenibile. “Il 2026 sarà storico per Bruxelles – ha aggiunto Gandini – poiché l’arte e il turismo sono ponti di pace e comprensione reciproca. Progetti come questi, aperti alla contaminazione culturale, valorizzano le tradizioni locali promuovendo emancipazione e dialogo”.

E il clou arriverà il 28 novembre 2026 con l’apertura del Kanal Centre Pompidou, il primo museo dedicato all’arte moderna e contemporanea della città. Nato dall’ex garage Citroën – un’icona industriale risalente al 1934 – l’edificio di oltre 40mila metri quadri su cinque piani include 12 spazi espositivi, auditorium per arti performative e aree per workshop. Grazie alla partnership con il Centre Pompidou di Parigi, la mostra inaugurale esporrà capolavori di Matisse, Picasso e Giacometti, affiancati a talenti emergenti e artisti belgi come Marcel Broodthaers, più due italiane: Raffaella Crispino e Simona Denicolai (in duo con Ivo Provoost). Si prevedono 500mila visitatori annui, 15 mostre all’anno e un mix di cultura e socialità.

Non da meno vuole essere il Bozar, il Centro delle Belle Arti firmato Victor Horta, che dedica il suo 2026 al tema della bellezza come costruzione storica e sociale. Si inizia con la mostra “Bellezza e Bruttezza” (dal 20 febbraio al 14 giugno), un viaggio nei canoni estetici dal XV al XVI secolo, confrontando Rinascimento italiano e Nord Europa attraverso opere di Leonardo da Vinci, Botticelli, Tiziano, Tintoretto, Cranach il Vecchio e Massys. Un dialogo tra armonia e inquietudine che riflette sulle trasformazioni umane. E il resto del calendario? È un’esplosione di eventi. Dal 25 gennaio al 1° febbraio, la 71ª BRAFA Art Fair a Brussels Expo riunisce 150 gallerie da 18 paesi, coprendo dall’antichità al XXI secolo. Ad aprile (23-26), Art Brussels con oltre 130 gallerie internazionali. Fino al 1° marzo, “Fire” alla Villa Empain – Fondazione Boghossian indaga il fuoco attraverso 50 artisti moderni e contemporanei in sculture, pitture e installazioni.

Spazio anche al Brussels Jazz Festival (fino al 24 gennaio a Flagey), con il pianista tunisino Wajdi Riahi; Ceramic Brussels (fino al 25 gennaio a Tour&Taxis), prima fiera dedicata alla ceramica con 60 gallerie e Elmar Trenkwalder ospite d’onore; Photofestival Brussels (22 gennaio-22 febbraio), al suo decimo anniversario con mostre diffuse; e il Bright Festival (12-15 febbraio), con 20 installazioni luminose nel Quartiere Reale, Parco di Bruxelles e Mont des Arts, più food district e area kids. Bruxelles per il 2026 non sarà solo arte: “l’invito è quello di immergersi in una città viva, accessibile e inclusiva. Se state pianificando un viaggio, segnatevi queste date, potrebbe essere il momento ideale per unire cultura, cioccolato e birre artigianali in un’esperienza indimenticabile”.

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