Borghi arroccati e piccole perle della Sicilia occidentale

Città fortificate come Erice e borghi marinari come Mazara del Vallo sono i luoghi da non perdere sbarcando in questa zona

Cittadina conosciuta in epoca Romana, Castelvetrano fu il luogo di “vacanza” dei soldati – il suo nome viene infatti dal latino castrum veteranorum – al termine delle epiche battaglia condotte contro Cartagine durante le guerre puniche (III e II secolo a.C.). Ma il borgo dell’entroterra di Mazara del Vallo non è il solo punto focale per scoprire le bellezze del lato trapanese della Trinacria. Uno sguardo alla stessa Mazara, ma anche a Trapani, Erice, Marsala e Segesta, permette in fretta di scoprire quanto il tranquillo litorale della costa occidentale della Sicilia possa trasformarsi ancora oggi in un vero buen ritiro di relax e benessere a cielo aperto.

MAZARA DEL VALLO

Oggi vera capitale italiana della pesca di mare – anche se purtroppo i nomi dei pescherecci mazaresi sono a volte legati a fatti di cronaca relativi al loro sconfinamento, spesso solo presunto in realtà, nel tratto di mare riservato alla Libia e al loro successivo sequestro da parte delle autorità nordafricane -, Mazara ha origini antiche e marinaresche. Deve il suo nome infatti ai coloni saraceni che la chiamarono letteralmente il “Porto di Dio” (ovvero Marsa Allah) per rendere omaggio alla sua tradizione peschereccia già ben nota all’inizio del medioevo perchè risalente al molto più antico tempo dei fenici. Passeggiando poi per la sua casbah, soprannome dato dai mazaresi al piccolo e intricato centro storico del paese, se ne scoprono senza fretta i monumenti più belli, che sono parecchi. Dalle rovine del Castello Normanno, fatto costruire da Ruggero I sullo spazio della odierna piazza Mokarta, alle slanciate e moderne linee della Cattedrale, risalente al 1093 ma ristrutturata nel periodo barocco. E ancora dall’elegante mole del Seminario dei Chierici, i cui due piani di porticati decorati ingentiliscono piazza Repubblica, alla medievale chiesa di San Nicolò Regale, cattolica nel rito ma quasi completamente saracena nelle forme decorative e nell’architettura.

CASTELVETRANO

Per chi avesse voglia di inoltrarsi ancora di più nell’entroterra della costa trapanese, a una quarantina di chilometri da Mazara e al centro della omonima Val di Mazara si trova proprio la cittadina nata nel luogo dove si fermarono alcuni legionari al termine delle guerre puniche. Oggi Castelvetrano non ha più nulla di Romano in realtà, ma si presenta come centro cinquecentesco, poichè fu ricostruita proprio in quel periodo da un signorotto aragonese attorno alla Chiesa Madre della Madonna. Da vedere ci sono però anche la barocca Chiesa del Purgatorio e il Museo Civico dove è in mostra permanente l’Efebo di Selinunte, una stupenda statua bronzea greca risalente al V secolo a.C.

MARSALA

La visita di questa bella cittadina costruita alla spalle del porto già attivo al tempo dei cartaginesi deve per forza partire dalla centralissima piazza della Repubblica. Chiamata in gergo “la Loggia”, ospita i principali monumenti che dopo una millenaria storia sono giunti oggi a rappresentare il cuore di Marsala. Il primo è senza dubbio il Duomo: iniziato in epoca normanna e dedicato al vescovo Thomas di Canterbury, è caratterizzato da una bella facciata seicentesca, ma all’interno è piuttosto spoglio. Il secondo è invece il settecentesco Palazzo della Loggia, edificio piuttosto imponente, oggi sede del comune . A metà strada tra la piazza e il mare si trova invece il severo complesso del Convento del Carmine, oggi sede della Pinacoteca civica.

LO STAGNONE

Suggestiva e affascinante, la Riserva Naturale Orientata dello Stagnone si allunga per il tratto di costa trapanese che va da Capo Lilibeo a San Teodoro. Il nome della riserva deriva da quello dell’ampio tratto di mare che la contiene e la circonda e che è separato dal resto del Mediterraneo dal grande frangiflutti naturale creato dall’Isola Grande. All’interno di questa laguna è presente in realtà un intero piccolo arcipelago di isolette: oltre a Isola Grande ci sono San Pantaleo, Santa Maria e il piccolo scoglio di La Schola, così chiamata per la convinzione popolare che in epoca romana vi fosse una scuola di retorica. Il mare qui si mantiene molto basso tanto che è possibile percorrerlo per lunghi tratti senza che il suo livello superi l’altezza delle ginocchia. Proprio per questo è possibile entrare nello Stagnone anche a piedi, ma non in barca, o almeno non troppo dentro alla laguna. E invece possibile nuotare nelle acque verdi di questo tratto di mare siciliano che è anche un ideale habitat per la vita di tante specie animali e vegetali interessanti, come il bambù, il giglio marino, le gazze e i murici, pesci dai quali i fenici traevano il porpora per tingere i loro tessuti. Nella Riserva si trova anche un curato Museo del Sale, dedicato alle circostanti saline.

MOZIA

Ex colonia fenicia, prima teatro di battaglie sanguinose durante le guerre puniche e poi distrutta dal feroce tiranno siracusano Dionisio, Mozia è oggi un’area archeologica di grande fascino ospitata sulla piccola isoletta di San Pantaleo. Proprio su questo piccolo lembo di terra appartenente alla Riserva dello Stagnone di Marsala – insieme all’Isola Grande, all’isola di Santa Maria e allo scoglio de La Schola – era infatti situata l’antica città ritornata alla luce (almeno in qualche parte di mura e di costruzioni varie), grazie al lavoro e all’impegno dell’inglese Joseph Whitaker, che acquistò l’isola, finanziò le ricerche e costruì il Museo ancora oggi centro della visita all’isola.

TRAPANI E LE SALINE

A prima vista troppo grigia e priva di interesse turistico e storico, l’antica Drepanon fenicia è oggi costruita, urbanisticamente e economicamente, attorno al grande porto commerciale. Addentrandosi però nelle viuzze del vecchio centro storico allungato sulla stretta penisola posta proprio alle spalle del porto, si hanno sorprese interessanti. Innanzitutto si raggiunge la stretta via della Giudecca per ammirare l’omonimo Palazzo seicentesco dotato di torre e finestre decorate. Tra gli edifici religiosi merita invece uno sguardo la Chiesa del Purgatorio, all’interno della quale sono custoditi i Misteri, le venti statuette lignee risalenti al Settecento che vengono portate in giro per la città durante la Processione del venerdì di Pasqua. Uscendo almeno cinque chilometri in direzione sud dal centro di Trapani ecco che si inizia ad ammirare il lunare e unico panorama delle circa quaranta Saline della provincia, con i mulini a vento e i grandi cumuli di sale lasciati a seccare al sole che danno un’impronta unica e fortissima al luogo.

ERICE

Suggestivo e incantato borgo medievale posto tra le alture a nordest di Trapani, Erice deve la sua fama alla bellezza antica che ne pervade ogni pietra e ogni mattone. La sua storia parte ben prima degli anni – compresi tra la fine del XII secolo e l’inizio del successivo – nei quali fu eretto. Furono infatti prima gli indigeni siciliani Elimi, poi i cartaginesi e quindi anche i greci, a colonizzare l’impervia collina sulla quale oggi svetta il fascinoso Castello di Venere. Ai suoi piedi, nelle viuzze del centro di Erice, si scoprono poi la gotica Chiesa Madre e il suo slanciato Campanile a colonnine.

SEGESTA

Borgo posto ancora più in profondità nell’entroterra trapanese, Segesta è una delle tante perle archeologiche che vale davvero la pena di scoprire in Sicilia. Fondata come Erice dagli antichi e misteriose Elimi, fu distrutta e ricostruita dagli “invasori” greci: e sono proprio le vestigia elleniche a rendere speciale l’area degli scavi visitabile attualmente. Da non perdere il Tempio Dorico e il Teatro, entrambi risalenti al VI secolo a.C.