Alla scoperta della Dalmazia del Sud

Città antica e affascinante, salvata dai folli bombardamenti dell’ultima guerra jugoslava, oggi è un centro di gravità attorno al quale si ammirano le incontaminate isole di Korcula, Lastovo e Mljet, i frutteti della penisola di Peljesac e il forte di Lokrum

Quasi completamente sventrata e distrutta da un possente attacco militare serbo nel dicembre del 1991, la perla della Dalmazia meridionale ha seriamente rischiato di divenire solo un ricordo nella mente dei cittadini superstiti. La fortuna, ma soprattutto la ferrea volontà dei caparbi abitanti e del governo croato hanno invece fatto si che in pochissimi anni di lavori, la spettacolare e antica Dubrovnik, cuore della parte più meridionale del Paese, fosse completamente rimessa a nuovo e ritornasse a essere quel capolavoro di arte, architettura e storia che ogni anni migliaia di turisti vengono a visitare da tutto il mondo, in barca o meno. Dubrovnik però non è il punto di partenza dell’ultima parte del nostro itinerario tra le bellezze della costa croata – e nello specifico del litorale della Dalmazia del Sud -, bensì è il punto di arrivo di una crociera che parte una cinquantina di miglia più a nord, oltrepassate la cittadina di Ploce e la foce della Neretva. Qui si trova la piccola Opuzen, già castrum Romano col nome di Forte Opus, ultima enclave croata prima dei circa dieci chilometri di costa che costituiscono lo sbocco a mare dello stato della Bosnia Erzegovina e che corrispondono al centro abitato di Neum, villaggio turistico moderno e di poco fascino.

Rientrati in territorio e in acque croate, due miglia più avanti si scopre che quella lunga striscia di terra che corre a ovest parallela alla costa prima croata e poi bosniaca, non è un’isola ma invece una penisola, quella di Peljesac. Unita alla terraferma dall’istmo di Ston, oltre a essere uno spettacolare vicolo cieco per la navigazione è soprattutto una terra ricca di vigneti e aranceti, sulla cui costa meridionale – quella esposta all’Adriatico aperto – soffia costante e caldo lo scirocco. Doppiata la punta occidentale il cui promontorio ripara la piccola cittadina di Loviste, ci si trova di fronte a circa mezzo miglio di distanza la compatta massa calcarea che forma la lunga isola di Korcula. Allungata lungo un quasi perfetto asse ovest- est per 47 chilometri, ospita una faccia duplice: la sua costa settentrionale infatti è bassa, ridossata e ricca di baie e insenature da urlo. All’opposto quella a sud è invece fatta da rocce scoscese e alte fino a trenta metri sul mare.

Rispettivamente a sud e a sud est di Korcula si trovano poi le altre due spettacolari isole che formano – insieme gli innumerevoli e desertici scoglie delle immediate circostanze – l’arciplago dalmato meridionale: sono la “quadrata” Lastovo e la “allungata” Mljet. Se la prima è bassa e calcarea, e ancora largamente incontaminata grazie al fatto che fino agli anni Ottanta è rimasta pressochè disabitata e chiusa al turismo per motivi militari, la seconda è verdissima e rigogliosa, soprattutto nella sua parte nordoccidentale, laddove si trova l’ampio Parco Nazionale che tutela dal 1960 la sua natura ancora largamente incontaminata.

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